Legge unioni civili: approvarla così come è

il 15 gennaio 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Voglio approvare il disegno di legge sulle unioni civili, così com’è, con i diritti che prevede per le persone, ed anche per i bambini.

E’ davvero arrivato il momento di dare anche all’Italia una legislazione che garantisca alle coppie dello stesso sesso diritti ed opportunità, attraverso un chiaro riconoscimento giuridico.
E questo non solo perché la Corte Europea, con la sentenza del 21 luglio 2015, ha condannato l’Italia per inottemperanza all’obbligo positivo di garantire diritti fondamentali alla vita privata e alla vita familiare delle coppie dello stesso sesso, ed ha richiamato il Parlamento italiano ad approvare “con la massima sollecitudine” una disciplina di carattere generale che tuteli le unioni omosessuali.
E’ una cosa giusta in sé: ma in ogni caso, il fatto che si siano espressi giudici di Strasburgo e che i paesi con civiltà giuridica a noi affine si siano dotati, alcuni da tempo, di strumenti efficaci per garantire tali diritti, dovrebbe dare a tutti la serenità per riconoscere che non si tratta di una qualche stranezza o forzatura.
La coscienza diffusa, il senso comune hanno maturato questa consapevolezza da un pezzo.
E’ tempo anche per avere una disciplina delle connivenze che assicuri, anche in questo caso, diritti e tutele essenziali.
Il testo che è in questi giorni all’esame del Senato è già frutto di una discussione e di mediazioni, dentro i gruppi parlamentari ed anche nel Pd.
E’ un buon punto di arrivo, un testo equilibrato che va approvato; come deputati, ci siamo impegnati a votare quel testo, così come ci arriverà dal Senato, per evitare che si perda altro tempo nella “navetta” tra i due rami del Parlamento.
Non sono d’accordo, come penso la grande maggioranza dei deputati del Pd, di mettere a rischio l’approvazione della legge riaprendo una questione su cui si sono dette anche molte inesattezze: la cosiddetta stepchild adoption, la possibilità di adozione del figlio biologico di uno dei due partner da parte dell’altro, anche nelle coppie dello stesso sesso.
E’ opportuno, ed è giusto, essere chiari su questo punto, anche per evitare che quel passo venga vissuto in modo sbagliato da persone che hanno convinzioni profonde di altro segno.
L’obiettivo del disegno di legge è dare ad una situazione familiare che già esiste di fatto una veste giuridica in grado di offrire garanzie ai bambini: diritti di cura, di mantenimento, ereditari e possibilità di evitare conseguenze drammatiche in caso di intervenuta incapacità o morte del genitore biologico.
Del tutto fuori luogo sono le polemiche sull’“utero in affitto”: la pratica della “maternità surrogata”, per altro utilizzata per lo più dalle coppie eterosessuali, in Italia è vietata, io credo giustamente, e non c’entra nulla con la necessità di dare la protezione giuridica di cui hanno bisogno ai figli della famiglie arcobaleno.


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