Lettera aperta: il governo, l’Imu, la condanna di Berlusconi

il 31 agosto 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Gli ultimi provvedimenti del Governo hanno riacceso la discussione non solo sulle materie che affrontano, ma anche sulla natura del Governo e sulle prospettive della politca italiana.

La maggioranza con la quale sosteniamo il governo Letta è il frutto di un compromesso difficile, duro da digerire non solo per i nostri elettori, ma per ciscuno di noi. Ed in ogni caso capisco perfettamente l’angoscia di chi aveva contato su un cambiamento radicale della poltica italiana e si trova oggi a fare i conti con le contraddizioni di una soluzione che non avevamo immaginato, questo governo insieme al pdl.

Sono tra coloro che pensano che, nelle condizioni date, non ci fosse una alternativa possibile (nuove elezioni o un’altra maggioranza), un’altra possibilità, utile non per “la casta”, ma per chi ha bisogno che si trovino soluzioni urgenti alla crisi economica e alle difficoltà delle istituzioni e della politica. Rispetto assolutamente chi non la pensa così.

Chi pensa che ci sarebbero potute essere altre soluzioni e considera questo governo insopportabile è naturale che veda con sospetto, con ostilità, qualsiasi provvedimento o decisione. Ripeto, lo capisco. Ma credo davvero che sarebbe stato difficile dare una risposta diversa da quella che abbiamo dato allo stallo che si era creato dopo le elezioni (che il Pd e la sua coalizione non hanno vinto, cioè hanno perso, per essere più chiari).

Il governo Letta è perciò, di necessità, un governo di compromesso, ed ha una propria scadenza, perchè il popolo italiano dovrà tornare a scegliere tra due schieramenti che sono e restano alternativi. E nel frattempo fare alcune cose utili: nuova legge elettorale, il superamento del bicameralismo, la riduzione del numero dei parlamentari; provvedimenti economici urgenti, alcuni dei quali sono già stati assunti e daranno un po’ di frutti nei prossimi mesi, altri che devono essere rapidamente mesi in cantiere, trovando via via le risorse necessarie. A questo proposito vorrei mettere in evidenza il fatto che i freni più potenti alla possibilità di agire del governo stanno certo nelle differenze tra i partiti della maggioranza, ma anche nelle vere difficoltà, proprio in questi mesi, a trovare le risorse sufficienti, e nei mali antichi del nostro Paese: burocrazia, rendite di posizione, mancanza da decenni di una politica industriale, ecc.

Nonostate quei freni, l’azione del Governo e del Parlamento sono andate avanti.

In questo quadro stanno anche le decisoni del Consiglio dei Ministri delle scorse settimane e di questi giorni: le pubbliche amministrazioni pagheranno gran parte dei debiti che hanno con le imprese, mettendo in circolazione diverse decine di miliardi di euro, sono state stanziate una parte delle risorse che servono per gli ammortizzatori sociali, gli incentivi all’occupazione giovanile (che da soli non creano lavoro, è evidente), gli esodati, i precari della pubblica amministrazione, ecc.

E veniamo all’Imu, che tanto risalto ha avuto nella propaganda del Pdl  e nell’informazione in generale, partendo dalle posizioni nostre e degli altri in campagna elettorale. Il Pdl diceva che l’avrebbe abolita per sempre e che avrebbe restituito quella del 2012. Noi abbiamo sempre detto che, per la prima casa e per le situazioni assimilabili (comodato gratuito ai figli e genitori, ad esempio), sarebbe stato giusto esentare gli alloggi sino ad un certo valore e tenere conto anche del reddito delle famiglie, così da non far pagare questa imposta in circa l’85% delle situazioni.

La soluzione trovata non è quella che avremmo voluto, ma l’Imu sulla prima casa è sospesa per tutti (quindi anche per chi secondo noi la potrebbe pagare) solo per quest’anno, dall’anno prossimo i comuni potrano tenere conto, nel far pagare la tassa sui servizi che erogano, anche del valore della casa di abitazione, come di altri fattori legati al reddito delle famiglie: in ogni caso, nel complesso, si tratterà di importi inferiori (non per tutti, il carico potrà essere più equamente distribuito) alla somma attuale tra Imu e Tares. Nel frattempo, oltre all’ Imu, sono stati affrontati, pur in modo ancora  insufficiente, i temi relativi agli ammortizzatori sociali e esodati, e altre questioni. Compromesso? Sì, certo. Ha “vinto” il Pdl? Loro dicono così, fanno la loro propaganda. Guardiamo ai fatti e facciamoci un’opinione, liberamente, ma che magari  non sia proprio quella che Alfano vuole che ci facciamo.

Ci sono ancora tante questioni aperte, non risolte, su cui dovremo fare molta attenzione. Questo governo non è e non sarà mai quello che il Pd può considerare il “proprio” governo. Per il tempo che sarà in carica, faremo di tutto perchè riesca a portare a casa un po’ delle cose che servono alle persone, per modificare la politica dell’Europa, per correggere qualcuno dei mali più gravi di questo Paese, pieno di contraddizioni, nuove e antiche.

Proprio in queste ore il governo Letta sta tentando di dare un proprio contributo alla scelta di affontare la crisi siriana evitando una nuova guerra. Le parole del presidente del consiglio e della ministra Bonino sono state chiare.

E c’è la condanna di Berlusconi e le sue conseguenze. La legge è uguale per tutti, la legge prevede che un cittadino nelle condizioni di Berlusconi, condannato in via definitiva, decada dal proprio incarico di senatore: il Pd ha detto con molta nettezza che è così e non ci saranno cedimenti alle pressioni che il Pdl fa da tempo su questo punto.

Capisco che ciò che manca è la fiducia in chi fa politica, a partire dai parlamentari. Questa è una nostra precisa responsabilità, e riguadagneremo fiducia solo con i nostri comportamenti, non con le parole. Le parole servono a provare a capirsi, a render conto delle azioni, a mettere sul tavolo tutti gli elementi per farsi un’opinione e dare un  giudizio.

Ho votato al fiducia a questo governo ed i provvedimenti che la nostra maggioranza ha sostenuto in Parlamento: me ne assumo la responsabilità, lavoro perché gli interessi delle persone che ho sempre conosciuto e di cui mi sono occupata per tanti anni, chi lavora e i pensionati, siano difesi, per quanto possibile in questa difficile contingenza e combatto perché si costruiscano le condizioni per un cambiamento vero nella politica italiana.

Anna Giacobbe


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