Lotta al gioco d’azzardo: approvata la delega fiscale

il 27 febbraio 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Approvata la delega fiscale che contiene nuovi principi e criteri per regolare il gioco con vincite in denaro, contrastarne la diffusione del gioco d’azzardo, combattere gli effetti patologici, dare potere ai Comuni e premiare gli esercizi che non voglio le slot.

Oggi la Camera ha approvato definitivamente la cosiddetta Delega fiscale (la proposta di legge “Delega al Governo recente disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”). Varrà la pena tornare, successivamente, su altri aspetti rilevanti di questo provvedimento che indica al Governo le linee secondo le quali, attraverso decreti legislativi, dovrà essere rivisto il sistema fiscale (revisione il catasto, monitoraggio e contrasto all’evasione , elusione ed erosione fiscale, semplificazione degli adempimenti e revisione del sistema sanzionatorio, rateizzazione dei debiti tributari, revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali, revisione dell’Iva, ecc.).
Ora però voglio concentrarmi su uno degli aspetti, l’art. 14 sui “Giochi pubblici”, tema di grande interesse e sul quale il contenuto nella delega, molto più che in altri casi, è stato da parte del Parlamento fortemente dettagliato, consegnando così al Governo “principi e criteri direttivi” molto precisi.
Negli ultimi dieci anni il settore del gioco d’azzardo ha avuto una crescita notevole, stimolata dalla proliferazione di slot machines, sale da gioco e gioco on-line. Uno sviluppo che ha prodotto gravi problemi sociali e sanitari: impoverimento, patologie gioco-correlate, usura, riciclaggio di denaro sporco da parte della criminalità organizzata; un mondo fatto di sofferenza e di depressione, di liti e di violenze domestiche, di piccoli reati.
Alcune Regioni, a partire dalla Liguria, con le leggi 17 e 18 del 2012, e molti comuni, tra i quali il Comune di Savona e altri della nostra provincia, hanno tentato di contrastare le diffusione del gioco d’azzardo e le sue derivazioni patologiche, di darsi regole proprie, con grandissime difficoltà per l’assenza di strumenti efficaci nella normativa nazionale ed anzi con una confusione normativa nella quale hanno prosperato gli aspetti più preoccupanti del fenomeno.
L’approvazione dell’art.14 della Delega Fiscale segna una svolta nell’approccio dello Stato al gioco d’azzardo: un risultato reso possibile dalla collaborazione tra diversi gruppi parlamentari (con la spinta importante del lavoro dell’Intergruppo sul gioco d’azzardo, al qual anch’io ho aderito) e con le realtà associative impegnate da anni nella denuncia e nel contrasto del fenomeno del gioco d’azzardo patologico.
Una svolta vera, che qualche limite, pure è presente, non può mettere in ombra: risponde ad una esplicita presa di coscienza che, da una parte, è giusto e necessario che sia lo Stato a regolamentare il settore (il proibizionismo farebbe scivolare l’intero settore nelle mani della criminalità organizzata), ma dall’altra lo Stato stesso deve evitare di dare anche solo l’impressione di incentivarne la crescita e deve sostenere esplicite politiche deterrenti, rendendo consapevoli i cittadini dei gravi rischi connessi all’abuso dei giochi con vincita in denaro.
La delega fiscale prevede il riordino di tutte le norme e le disposizioni vigenti in un unico Codice, secondo queste direttive; maggiori poteri ai Sindaci e la salvaguardia dei regolamenti emanati a livello locale; la revisione degli agi e compensi per i concessionari, secondo un criterio di progressività; l’estensione della disciplina in materia di trasparenza e di requisiti soggettivi di onorabilità dei concessionari; la garanzia dell’applicazione di regole trasparenti e uniformi in tutto il territorio nazionale, garantendo forme vincolanti di partecipazione ai Comuni; l’adozione di parametri di distanza dai “luoghi sensibili”; la revisione delle sanzioni amministrative e penali, con sanzioni aggravate per le violazioni concernenti il gioco on-line; il rafforzamento della normativa antiriciclaggio e antimafia; l’istituzione di un apposito fondo per il contrasto del gioco d’azzardo patologico; riconoscimenti agli esercizi commerciali che si impegnano a rimuovere o a non installare apparecchiature per giochi con vincita in denaro; la riduzione e la progressiva concentrazione del gioco in ambienti sicuri e controllati; la limitazione della pubblicità. Su questo punto le modifiche introdotte al Senato avevano limitato la portata del divieto; e tuttavia, con un ordine del giorno la Camera ha impegnato il Governo ad interpretare nella maniera più estensiva possibile il divieto di pubblicità dei giochi con vincita in denaro che inducono compulsività e nelle fasce protette.
Ora, entro un anno il Governo dovrà tradurre questi criteri in decreti delegati; abbiamo chiesto che questo avvenga in un rapporto stretto con il Parlamento.
Nel frattempo, in Commissione Affari Sociali si sta discutendo di “disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico. E’ stato elaborato un testo unificato, a partire da proposte di legge diverse, adottato come testo base, sul quale abbiamo presentato emendamenti, a prima firma Lorenzo Basso, per rendere ancor più stringenti ed efficaci le norme per prevenire la diffusione dei fattori di rischio del gioco d’azzardo patologico.
Anche l’azione in quella sede può essere utile ad indirizzare il cammino che le norme approvate con la delega fiscale devono fare per tradursi nei contenuti dei decreti legislativi che il governo è delegato ad adottare.
E’ stato un buon lavoro, dunque, e ci sono le condizioni perché produca presto effetti positivi.


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