Ma ai lavoratori precari importa… esattamente cosa?

il 15 luglio 2018 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

Che il ministro del Lavoro sia poco esperto lo si sapeva. Che i conti dei Ragionieri dello Stato e dell’INPS del “suo amico” Boeri qualche volta riservino sorprese non è una novità; bene che l’abbia capito anche Di Maio.
Detto questo, qual è la sostanza?
Chi fa lavorare una persona per 36 mesi con una serie di contratti a termine, non ha esigenze transitorie o straordinarie: sostituisce con una successione di contratti a tempo determinato un contratto a tempo indeterminato; è giusto dare un taglio a questa cosa. C’è il rischio che, se 36 diventano 24, allo scadere dei 24 si lasci a casa il lavoratore e se ne prenda un altro? Sì, c’è quel rischio di un comportamento opportunista delle imprese.
E’ di questo che si dovrebbe parlare, di come fare in modo che non accada.
La mancanza di una soluzione chiara per quel problema (la sostituzione di lavoratori ad altri lavoratori allo scade dei 24 masi) è la ragione per cui una parte dei parlamentari del Pd, a fine 2017, avanzò dei dubbi sulla proposta di Chiara Gribaudo e Tommaso Nannicini, responsabili delle politiche del lavoro, rispettivamente per il gruppo parlamentare e per la segreteria nazionale del Pd, proposta che che prevedeva, appunto, il passaggio da 36 a 24 mesi
(Proposta emendativa 4768/XI/1.102 – 06/12/2017
(…) Agli articoli 19 e 21 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, le parole: «trentasei mesi», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole: «ventiquattro mesi».- Gribaudo)
Se ripartissimo da quella discussione? Magari decidendo che si deve tornare a dare un ruolo ai contratti collettivi e al negoziato sindacale, di categorie e aziendale, nella regolazione del lavoro a termine?.
Il segretario del Pd Martina scrive che si deve passare “dall’opposizione all’alternativa”: questo significa che il Pd deve dire cosa pensa sia giusto fare per regolare i contratti a termine: non che Di Maio non ci acchiappa, o che si fa intortare dai Ragionieri.
Se Di Maio apre all’estensione dell’utilizzo dei voucher, come pare, fa il gioco delle tre carte: è quella la contraddizione da svelare e contrastare.
Se poi il Pd si associa a chi dice che ridurre la precarietà provoca una riduzione dell’occupazione, e ….allora occorre un ripassino sui fondamentali. Vuol dire che “non ci siamo”


« »

Scroll to top