manifestazione #impreseinpiazza: ripartiamo dal lavoro

il 18 febbraio 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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#impreseinpiazza 18 febbraio 2014. Ripartiamo dal lavoro: accesso al credito, semplificazioni, sostegno all’occupazione, le risposte della buona politica alle difficoltà e alla rabbia delle piccole imprese

Alla manifestazione di Rete Imprese Italia in piazza del Popolo a Roma hanno partecipato moltissime persone, anche dalla Liguria e da Savona. Chi di noi ha avuto modo di essere lì ha avvertito il sentimento di rabbia per una condizione difficilissima, una situazione che per una parte di quel mondo è disperata, e per il fatto che la “politica” è sentita distante, quasi nemica. La buona politica ha non solo il dovere, ma la necessità di ritornare ad ascoltare e a farsi ascoltare, ricostruendo una relazione con chi, rischiando del suo, vive del proprio lavoro.
Servono risposte concrete. Soprattutto questa parte dell’impresa ha bisogno che ripartano i consumi, la domanda interna, che si genera se la maggior parte dei cittadini ha un reddito sufficente. Se non ripartono investimenti strategici e un nuovo ciclo economico la piccola impresa sarà schiacciata dagli effetti della recessione.
Il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, in parte sbloccato in questi mesi, è essenziale per impedire che tante imprese falliscano. Una priorità è certamente l’accesso al credito, a partire dal rendere efficaci le misure che il Parlamento ha approvato nelle scorse settimane. Essenziale (ma “qui le chiacchiere sono a zero”, come dicono da queste parti) la semplificazione degli adempimenti burocratici: ridurne il numero e concentrare le scadenze. Per fare solo qualche esempio, rendere tracciabile il percorso dei rifiuti verso lo smaltimento, verificare la regolarità nel versamento dei contributi e del rispetto delle regole per la sicurezza, sono cose giuste e necessarie, alle quali le imprese non devono sfuggire: ma si devono poter fare in modo semplice. Così come, d’altra parte, è sbagliato considerare, come ho sentito dire, un appesantimento burocratico il fatto che le dimissioni volontarie di un dipendente debbano essere fatte (semplicemente) su un modulo di cui sia certa la data, per evitare le cosiddette “dimissioni in bianco”. Il lavoro dei dipendenti è una delle risorse più forti per le imprese piccole: quali altri diritti e sicurezze è utile (oltre che giusto) togliere loro? Piuttosto quel lavoro andrebbe formato, oltre che alleggerito di una parte di carico fiscale. Pagare tutti per pagare meno: rimane uno degli strumenti per avere un fisco più giusto.
Infine, qualche certezza, per poter scegliere di investire: è un tema che riguarda diversi settori, uno su tutti quello del turismo balneare.
Le imprese e le loro associazioni hanno ragione a pretendere attenzione e rispetto. Anche quel mondo, anche quella parte di classe dirigente, deve però assumere la propria quota di responsabilità, cui la politica deve offrire un terreno praticabile, nel trovare le vie per superare la crisi ed affermare un nuovo modello economico.
È una delle risposte che, non solo da parte degli uomini e delle donne della piccola impresa, si attendono dalla nuova fase politica che si sta aprendo.


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