Non è un Paese per giovani, non è un Paese per vecchi. Perchè il Pd possa essere il mio, il nostro posto

il 19 luglio 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Abbiamo idee e possiamo mobilitare energie per essere un Paese per tutte le generazioni?

Non siamo un’isola: c’è un mondo complicato, percorso da processi epocali. Ma non dobbiamo farci prendere dal senso di impotenza; né dobbiamo trovare nella complessità e nella gravità dei processi in corso un alibi per la nostra azione politica, nazionale e locale.

Proprio in questi giorni stanno maturando scelte importanti nel Pd, relative ad un ambito essenziale per la solidarietà tra le generazioni: la previdenza. Vedremo quali sviluppi ci saranno: anche questa è una battaglia aperta.

Ma anche più in generale dobbiamo dirci che i mutamenti profondi che da tempo interessano i nostri territori (invecchiamento della popolazione, nel suo rapporto con i nuovi caratteri della povertà, le crescita del numero delle persone inattive, le migrazioni) non hanno trovato le risposte di sistema di cui avrebbero avuto bisogno; anche se qualche sperimentazione è stata avviata, qualche risposta si è consolidata, un pensiero si è continuato a coltivarlo.

Dobbiamo saper affrontare questioni che riguardano la struttura profonda dell’organizzazione sociale, non solo la necessità di “servizi”.

Crescono i bisogni: le risorse non sono infinite.

Certo, dobbiamo stare attenti a non far passare l’idea che le risorse non ci possono essere per problemi di finanza pubblica. Alle politiche sociali devono tornare risorse, agli enti locali devono tornare risorse: si devono trovare, via via, con realismo, ma dandosi quell’obiettivo.

E tuttavia, senza una diversa organizzazione sociale, profondamente innovata, neppure un aumento di risorse può risolvere i problemi che ci sono e ci saranno.

In questo ambito va ripensato il rapporto pubblico/privato: solo un accenno, da approfondire.

Si deve passare dall’utilizzo delle risorse pubbliche attraverso l’azione del privato (in cui il terzo settore, soprattutto il lavoro nel terzo settore, diventa la valvola di sfogo della riduzione costi), ad un utilizzo con modalità solidali e in una dimensione più collettiva anche delle risorse private, della spesa per servizi che le persone già sostengono: in questo da un lato l’impresa sociale, dall’altro il volontariato hanno essenziali funzioni di sostegno, di raccordo tra la dimensione del singolo e quella del collettivo.

Si aprono in questo ambito anche nuove frontiere per il mutualismo da un lato, e per l’impresa sociale dall’altro.


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