Nuovo codice appalti: stabilità del lavoro e trasparenza

il 1 aprile 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il nuovo Codice degli Appalti prosegue il proprio iter, per diventare operativo entro il 18 aprile.

Le Commissioni parlamentari stanno esaminando lo Schema di Decreto Legislativo adottato dal Governo.

Anche la Commissione Lavoro ha chiesto di esprimere i propri rilievi, per contribuire a fare di questo testo una traduzione fedele della delega e per consolidare gli strumenti di tutela della continuità e della qualità del lavoro negli appalti.

Obbligo di inserire clausole sociali per la continuità occupazionale e rispetto dei contratti nazionali e decentrati nei cambi di appalto; estensione del divieto di utilizzare il criterio del minor prezzo e del massimo ribasso d’asta per  assegnare lavori (è troppo alta la soglia di 1000000 di euro che esclude la stragrande maggioranza degli appalti per lavori dall’obbligo dell’offerta economicamente più vantaggiosa); premialità per chi offre maggiori garanzie di tutela del lavoro e impiega manodopera locale; limiti precisi per i subappalti; ruolo delle forze sociali nella verifica e monitoraggio dell’attuazione delle nuove norme. Sono queste le osservazioni e le richieste di correzione dello Schema di Decreto Legislativo che avanziamo al Governo, per fare sì che i reali avanzamenti che le nuove regole contengono siano davvero affacci ed esigibili.

Va detto che, al di là di specifici vincoli contenuti nelle norme, le stazioni appaltanti esercitano una propria responsabilità nel valutare le condizioni concrete e nell’assicurare il rispetto dei diritti del lavoro e dei livelli di occupazione. E’ necessario quindi che si sviluppi un controllo sociale diffuso e che sia esplicito il sostegno del Governo e del Parlamento agli enti che si assumono la responsabilità e si impegnano a contrastare attivamente le degenerazioni e l’aggiramento delle regole che possono inserirsi nei processi di affidamento di lavori, servizi e forniture.

 


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