ORDINE DEL GIORNO: IMU – 18.06.2013

il 18 giugno 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La Camera,
premesso che:
il provvedimento in esame contiene importanti misure volte ad affrontare la contingente situazione economica e finanziaria e le sue conseguenze occupazionali attraverso interventi diretti a sospendere il versamento della prima rata dell’imposta municipale propria (IMU), nonché a tutelare il reddito dei lavoratori e ad assicurare la continuità nell’erogazione di servizi pubblici essenziali;
in particolare, la sospensione del pagamento della prima rata dell’IMU, prelude alla complessiva riforma della disciplina dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare; tale revisione comporterà una serie di scelte complesse, che devono necessariamente tener conto dell’evoluzione della struttura familiare e della relazione tra la tipologia delle abitazioni, la loro modalità di utilizzo e il livello di reddito realmente disponibile per i nuclei familiari;
i progressivi e apparentemente inarrestabili processi di invecchiamento e di denatalità del nostro Paese, hanno grandemente inciso sulla composizione del nucleo familiare – sempre più condizionato non solo dalla presenza di figli piccoli ma anche di persone anziane, spesso non autosufficienti -  e richiedono uno sforzo suppletivo in termini di innovazione della struttura delle abitazioni, della organizzazione degli spazi e dei servizi etc.;
l’annunciata riforma dovrà anche sanare alcuni profili di iniquità contenuti nella normativa vigente, al fine di non penalizzare le persone – tenute a pagare l’imposta dovuta per la “seconda casa” – che ospitino gratuitamente, mediante comodato d’uso, un figlio o un genitore anziano nella propria abitazione principale, utilizzando per se stessi altra residenza o che risiedano in abitazioni site in zone e quartieri divenuti nel tempo degradati o marginali, e quindi non più aderenti alla classificazione catastale di appartenenza, nonché i lavoratori che migrino all’interno del Paese o all’estero e che mantengano la proprietà della casa di abitazione presso il luogo di origine, pur essendo residenti, in affitto, nel luogo di lavoro;
tali tematiche non potranno essere ignorate nel corso dell’esame della revisione della disciplina dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, poiché attengono a problematiche fortemente sentite dalla popolazione, soprattutto nella situazione attuale, caratterizzata da una crisi economico e sociale che non ha precedenti nella storia repubblicana;
impegna il Governo
a valutare l’opportunità, nel corso dell’esame della annunciata revisione della disciplina dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, di adottare misure volte a renderla più equa, in particolar modo:
realizzando una revisione dei criteri di imposizione sulla prima casa, che classifichi – con le dovute salvaguardie miranti a evitare qualsiasi forma di pratica elusiva – come principali le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito ai figli ovvero ai genitori;
tenendo conto – nell’eventuale individuazione di franchigie per l’applicazione dell’imposta – delle persone non autosufficienti presenti nel nucleo familiare, allo scopo di incentivare la permanenza a domicilio degli anziani, in alternativa al ricovero in strutture residenziali ;
•    considerando abitazione principale la casa dell’anziano ricoverato in strutture di supporto;
prevedendo – con le dovute salvaguardie miranti a evitare qualsiasi forma di pratica elusiva – misure che riconoscano la natura di abitazione principale all’alloggio di proprietà dei cittadini emigrati all’estero o in altre regioni d’Italia, e ivi residenti;
•    accelerando la revisione organica del catasto, d’intesa con il sistema delle autonomie locali, previo confronto con le associazioni e forze sociali;
•    adottando l’ISEE quale strumento per la verifica dei mezzi, e non più il mero reddito soggetto a IRE.

Giacobbe, Basso, Bellanova, Gnecchi


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