Organizzazione dell’Interno: cosa rischia il territorio

il 23 settembre 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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L’11 settembre il Ministero dell’Interno ha trasmesso alle organizzazioni sindacali uno Schema di Decreto del Presidente della Repubblica sul “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Interno”. In questo modo ne è venuta a conoscenza la stampa, e noi di conseguenza, anche se le “indiscrezioni” giravano da tempo.
Lo Schema di DPR prevede, nell’art. riferito alla “Organizzazione periferica”, che “le funzioni delle Prefetture-Uffici territoriali del Governo, delle Questure e dei Comandi del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco” siano “esercitate negli ambiti territoriali individuati nell’allegata Tabella A”, “nel rispetto del modello di unitarietà territoriale delle autorità di pubblica sicurezza e delle forze di polizia di cui alla legge 1 aprile 1981, n. 121”; il Ministero individuerà poi “le sedi di particolare complessità e rilevanza”.
La Tabella A prevede che le sedi di Savona siano accorpate a Imperia.
La prefettura di Savona, la Questura e le strutture del Corpo dei Vigili del Fuoco, come quelle di altre 22 province italiane, “cesseranno di esercitare le loro funzioni” secondo un piano di gradualità e comunque “non oltre il 31 dicembre 2016”.
Si prevede che possano essere mantenuti sportelli per lo svolgimento di specifici servizi per non oltre un anno dalla cessazione della effettiva operatività delle strutture interessate dalla ridefinizione degli ambiti territoriali (leggasi “dall’accorpamento”). Una previsione questa, che conferma la cancellazione di presidi e di servizi, e non invece una nuova organizzazione del lavoro e della direzione. Hanno ben ragione, quindi, i lavoratori della Prefettura a denunciare l’incertezza nella quale si trovano e le prospettive di riduzione dei servizi diretti ai cittadini.

La riorganizzazione delle strutture periferiche dei ministeri è necessaria; una relazione tra Governo e territori basata sulle prefetture è superata; in questo ci vorrebbe anche più coraggio.
Nelle nostre zone la presenza dello Stato non è garantita della prefettura: lo Stato c’è se gli Enti Locali hanno poteri e risorse per rispondere al bisogno di servizi dei cittadini, ma anche al bisogno di Stato e di comunità solidale, di fiducia nelle istituzioni.
Dobbiamo assolutamente ridurre il peso di burocrazie, procedure, prerogative. Semplificare, certo, ma nel rispetto delle esigenze e delle identità delle comunità locali.
La proliferazione di uffici e di sedi decentrate dei ministeri è negativa. La legge delega di riforma della P.A. affronta questo tema, spingendo verso la costituzione di una unica entità.
(con la “trasformazione della Prefettura- Ufficio territoriale del Governo in Ufficio territoriale dello Stato, quale punto di contatto unico tra amministrazione periferica dello Stato e cittadini)
Altra cosa è non riconoscere ad un territorio come quello savonese la necessità di un presidio che abbia il “rango” giusto.
Per altro, le ragioni per cui sarebbe la Prefettura di Savona ad essere cancellata, pur essendo il nostro territorio più vasto, popoloso e complesso rispetto a quello della provincia di Imperia, non sono comprensibili; si farebbe prevalere il riferimento alla posizione di “confine” con flussi migratori (argomento molto discutibile, in una Europa che, con tutte le difficoltà che conosciamo, ha fatto molta strada nel superamento della vecchia concezione di confine tra stati dell’Unione) rispetto ad altri: estensione territoriale, popolazione residente, caratteristiche del territorio, criminalità, insediamenti produttivi, 
dinamiche socio-economiche.

La cosa davvero inconcepibile, però, è che si possa prevedere una soppressione del Comando dei Vigili del Fuoco (tra l’altro con una nuova sede, che attende solo lo sblocco dell’investimento del Ministero per la realizzazione della centrale operativa di nuova generazione), così come della Questura; non uffici che trattano pratiche, che passano carte, ma organismi operativi, il cui legame con il territorio e le amministrazioni locali è fondamentale; e rischia invece di allentarsi.

Nella replica alla risposta che il sottosegretario Manzione ha dato nei giorni scorsi alla mia interpellanza urgente su sicurezza e accoglienza a Savona, ho chiesto, come altri colleghi, in varie sedi, che la questione venga ridiscussa.

Soprattutto si deve trovare il modo di evitare che i comparti operativi e i servizi ricolti ai cittadini e alle imprese siano messi discussione, per il fatto che “seguono” la definizione territoriale della prefettura.
E’ necessario che le istituzioni e le forze sociali savonesi facciano sentire coralmente la propria opinione al Governo nella sua collegialità.


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