Penalizzazioni in materia previdenziale. Eliminiamo ingiustizie e iniquità.

il 27 novembre 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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I Presidenti dei Municipi di Genova ci hanno scritto per sollecitarci ad intervenire su una serie di questioni che riguardano le penalizzazioni in materia previdenziale per alcune categorie dei persone (ad esempio familiari di disabili, donatori di sangue). La risposta che abbiamo inviato come deputati del Pd è l’occasione per chiarire a che punto siamo e per informare le persone interessate.

Le questioni sollevate in parte sono state già affrontate e risolte, in parte sono oggetto del lavoro parlamentare sulla Legge di Stabilità.
In generale, siamo ben consapevoli delle conseguenze negative di una serie di norme previste nella “manovra Fornero” che a fine 2011 ha modificato profondamente il sistema previdenziale italiano.
Quelle modifiche hanno prodotto, per altro, risparmi per le casse dello stato significativamente superiori alle attese. Questo non ha certo generato un “tesoretto” nascosto da qualche parte, ma rende possibile, oltre che necessario, fare sì che, dopo avere utilizzato risorse delle previdenza per contrastare la crisi finanziaria del Paese e “fare cassa”, possano tornare alla previdenza stessa le coperture necessarie per modificare le parti di quella manovra che hanno prodotto e producono ingiustizie e iniquità. Si tratta di una operazione non facile, che tuttavia è stata avviata e che è partita proprio da alcune questioni che segnalate nella vostra nota, oltre che dalle operazioni di salvaguardia dei cosiddetti esodati, che nel loro complesso riguardano circa 145.000 persone.
Per le parti che si riferiscono ai lavoratori che utilizzano permessi e congedi ai sensi della legge 104, del decreto legislativo 151, per i donatori di sangue ecc. la situazione è la seguente:
• nella conversione in legge del “decreto IMU” è stata inserita, all’art. 11 bis, la modifica dell’art. 24, comma 14 del D.L. 201, convertito in legge n. 214/2011: dopo la lettera e-bis) è aggiunta la seguente: “ai lavoratori che, nel corso dell’anno 2011, risultano essere in congedo ai sensi dell’art. 42, comma 5 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successiva modificazioni, o aver usufruito di permessi ai sensi dell’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, e successive modificazioni, i quali perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, entro il 36 mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto. Il trattamento pensionistico non può avere decorrenza anteriore al 1 gennaio 2014” Questo beneficio è riconosciuto, al momento, nel limite di 2500 soggetti. E’ importante quindi che le persone interessate attivino rapidamente, attraverso i patronati o direttamente all’Inps, le procedure necessarie.
• nella legge che ha convertito il “decreto Pubblica Amministrazione” sono state eliminate le penalizzazioni per i donatori di sangue e per i congedi di maternità e paternità previsti dal D.Lgs. 151/2011
• nel maxiemendamento alla Legge di stabilità approvato al Senato, che ora passa all’esame della Camera, è prevista l’eliminazione delle penalizzazioni anche per coloro che hanno usufruito dei congedi previsti dalla 104: “334. All’articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge26 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono aggiunte infine, le seguenti parole: “e per i congedi e i permessi concessi ai sensi dell’art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”.
Non c’è motivo di dubitare che anche alla Camera questa formulazione verrà mantenuta ed avremo così definito anche questa questione.
Come vedete, è stato un iter complesso e controverso, al quale ci siamo dedicati anche grazie alla pressione e al supporto delle associazioni, soprattutto quelle dei disabili e dei loro familiari.


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