Pensioni a Savona: dati e considerazioni sui perché

il 13 giugno 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

Sono scesi sotto la cifra di 90.000 i pensionati savonesi (ultimo dato disponibile nel “Casellario INPS”: 2015);  e portano in provincia oltre un miliardo e seicento milioni di reddito all’anno. Le donne sono quasi il 54% del totale dei pensionati.

Si tratta di un contributo essenziale all’economia locale.

Rimangono in evidenza problemi rilevanti

1) I pensionati nella provincia di Savona erano 96.417 nel 2009 e il loro numero è progressivamente calato (95.175 nel 2011; 92.367 nel 2013; nel 2014 91.009; nel 2015 calano ulteriormente, registrando un calo del – 6,7%  rispetto al 2009)

Le pensioni di lavoratori dipendenti con decorrenza 2009 erano 1852, quelle con decorrenza 2013 1478, quasi 400 in meno, circa il 20%; le pensioni dei lavoratori autonomi con decorrenza 2009 erano 1265, quelle con decorrenza 2013 1192

Le pensioni erogate dall’INPS tra il 2014 e il 2016 sono diminuite ulteriormente del 2,4%.

La stretta nella possibilità di andare in pensione prodotta dalle norme di fine 2011 si è manifestata proprio nel periodo più difficile della crisi economica. Molte persone hanno perso il lavoro e non hanno potuto accedere alla pensione. Non si tratta solo degli esodati (coloro che hanno firmato accordi di esodo o di mobilità o che abbiano l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi entro dicembre 2011).

Una buona parte di loro è stata salvaguardata dai provvedimenti che abbiamo approvato, con grande fatica; alcuni non hanno ancora una soluzione.

A queste persone si aggiungono coloro che hanno perso il lavoro dall’inizio del 2012 in avanti.

Con la legge di bilancio per il 2017 sono state definite “uscite di sicurezza”, a partire dai 63 anni, per lavoratori disoccupati o impiegati in lavori particolarmente gravosi; o con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci: i decreti attuativi di queste norme hanno avuto una gestazione molto, troppo lunga. In ogni caso, si tratta di piccoli passi, in direzione di una revisione dei requisiti più penalizzanti per il pensionamento

2) Sotto i mille euro lordi c’è oltre il 37% dei pensionati 31.887(importo medio 7.500 euro annui); di questi il 70% sono donne.

Sopra i 3000 euro mensili lordi (circa 2100 netti) ci sono 5.509 pensionati, il 6,1 % del totale dei pensionati savonesi: tra questi “over3000” le donne (1329) sono solo il 24% (erano ancora meno, il 22,2%, nel 2013).

Si è parlato in questi anni di quanto il blocco dell’adeguamento automatico al costo della vita abbia provocato un perdita di potere d’acquisto per ciascuno, ma anche una riduzione della ricchezza a disposizione dei consumi e quindi della “domanda interna”.

Il valore delle pensioni, attuali e future, ha a che fare con la lotta alla povertà: serve un meccanismo efficace di difesa del potere d’acquisto per le pensioni in essere, la possibilità di aumentarle quando cresce l’economia, soprattutto le più basse, e un intervento sulle regole con le quali si costruiscono le pensioni future

Ancora a proposito di povertà, gli anziani hanno uno strumento di contrasto alla povertà assoluta, l’assegno sociale. In provincia di Savona i trattamenti assistenziali erogati dall’INPS sono

- sotto i 500 euro mensili: circa 3500

- sotto i 750 euro mensili:  circa 5000

3) Il valore medio delle pensioni a Savona è di 17.993 euro annui lordi. Nel 2014 era 17.710. E’ più alto del valore medio nazionale.

Ma è la differenza tra uomini e donne che dice qualcosa di più.

L’importo medio delle pensioni degli uomini è di circa 21 mila 700 euro lordi annui a Savona,  con una differenza di 1300 euro annui, oltre il 6% rispetto alla media nazionale,: lavoro dipendente, che quindi ha un significativa copertura contributiva, impegnato in misura consistente, certo non esclusiva, nell’industria e nei trasporti, lavoro che nei decenni passati aveva una sua stabilità.

La differenza tra il valore medio delle pensioni delle donne del Savonese (14.099 euro lordi annui nel 2013, 14.520,36 nel 2014, 14.800 nel 2015) e la media nazionale, è invece molto piccola: questo a riprova, invece, di una presenza “debole” delle donne sul lavoro, anche nel Savonese, come nel resto del Paese: lavori spesso discontinui e sottopagati, pensioni di reversibilità pesantemente decurtate.

Come sempre le medie sono “vigliacche”: si potrebbero fare diverse disaggregazioni: un esempio

- sotto i 1000 euro mensili lordi: 31.887 pensionati (35,4% del totale); queste persone hanno un reddito pensionistico medio di 7.510 euro annui lordi. Le donne sono oltre il 70% di questa fascia di pensionati.

Il valore delle pensioni rispecchia la vita lavorativa delle persone e, a livello collettivo, la storia economica dei territori.

Lavorare, essere in regola, avere continuità di lavoro, avere copertura dei periodi di disoccupazione o impegnati nel lavoro di cura: era e resta il modo per costruire pensioni dignitose.

Detto questo le regole del sistema previdenziale vanno cambiate: la manovra Fornero ha creato ingiustizie per i lavoratori anziani e soprattutto per le lavoratrici, ha reso più incerto il futuro per i giovani, non ha risolto il problema di un sistema equo di rivalutazione delle pensioni in essere. L’accordo del 28 settembre tra governo e Cgil Cisl Uil ha rimesso in  fila le questioni essenziali: primi interventi significativi sono contenuti nella Legge di Bilancio per il 2017, anche se troppo lento è l’iter per dare attuazione a quelle norme. Il confronto sulla cosiddetta II fase è stato avviato

4) il 57% del totale sono ultra settantenni, il 4,6 % gli ultra novantenni

il 57% degli ultra settantenni  e il 75% degli ultra novantenni sono donne

I più anziani non hanno redditi più bassi della media degli altri pensionati, ma hanno sicuramente esigenze di cura e di assistenza molto significative: alla crescita della “aspettativa di vita” non corrisponde una analoga “aspettativa di vita in salute”

Infine, è giusto ricordare ancora una volta che da luglio anche alcune decine di migliaia di pensionati savonesi riceveranno un aumento della pensione attraverso la cosiddetta “quattordicesima dei pensionati”

Nella legge di Bilancio per il 2017 avevamo previsto l’aumento dell’importo della “quattordicesima per i pensionati” per chi già la riceveva e una estensione della platea di coloro che la percepiranno. A luglio, gli over 64 con un reddito personale annuo tra 9.786,86 e 13.049,14 euro riceveranno per la prima volta un aumento della pensione sotto forma di quattordicesima mensilità, del valore di 336 oppure 420 oppure 504 euro, a seconda degli anni di contributi versati (la cifra più alta per chi ha oltre 25 anni di contributi se ex lavoratore dipendente, oltre i 28 se autonomo)

Chi ha un reddito inferiore a 9.786 euro, avranno un aumento della quattordicesima che già percepiscono del 30%: il valore della loro quattordicesima sarà di 437 oppure 546 oppure 655 euro, sempre a seconda degli anni di contributi versati. Nella circolare INPS tutti i dettagli.

Questo provvedimento si aggiunge all’innalzamento della soglia di reddito sotto la quale i pensionati non pagano tasse (niente Irpef per chi ha una pensione che non supera 8.125 euro, anche se ha meno di 75 anni: per gli over 75 era già così dall’anno precedente).

La polemica sul fatto che questi aumenti non sono dati in base all’ISEE, e quindi andrebbero “ai ricchi”, è fuori luogo: si tratta di un aumento del valore delle pensioni, di trattamenti previdenziali e non assistenziali, ed aumenti diversi a seconda del numero di contributi versati. E vengono attribuiti a persone che hanno un reddito personale basso.

I pensionati della provincia di Savona che percepiscono pensioni sotto i 750 euro mensili sono quasi 22.000, mentre sono quasi 32.000 quelli che percepiscono pensioni sotto i 1000.

Sono valori indicativi della platea che avrà l’aumento (pensioni sino a circa 750 euro mensili) e di coloro che percepiranno per la prima volta la quattordicesima (pensioni tra 750 e mille euro al mese), perché non sono comprese nelle statistiche dell’Inps accessibili i redditi diversi da pensione

 

 

 

 


« »

Scroll to top