Pensioni, decreto 65: maggiori certezze ai giovani e ai lavoratori in difficoltà

il 12 giugno 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il lavoro che il Gruppo Pd sta facendo sul decreto 65 mira a dare maggiori certezze ai giovani e ai lavoratori in difficoltà: la massa di contributi versati, sulla quale verrà calcolata la pensione con il sistema contributivo, non deve subire svalutazioni per gli andamenti negativi dell’economia, né futuri “recuperi” che ne riducano il valore; abbiamo chiesto di incrementare in modo sostanziale il finanziamento dei contratti di solidarietà, per dare certezze a organizzazioni sindacali e imprese che ricorrono a questo strumento per affrontare le situazioni di crisi senza disperdere il patrimonio professionale ed umano dei lavoratori.

Nel contempo, ci proponiamo si fare sì che gli aumenti delle pensioni che derivano dal nuovo meccanismo di indicizzazione per il 2012 – 2013, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, possano continuare ad avere effetto anche per il futuro, inserendoli nella base di calcolo delle successive perequazioni.

Ci auguriamo che con l’incontro di lunedì prossimo tra Governo e sindacati dei pensionati riparta un confronto vero, utile anche a costruire per l’avvenire un meccanismo di rivalutazione delle pensioni più efficace e misure per sostenere quelle pensioni basse che pure sono frutto di anni di lavoro e di contributi versati.

In ogni caso, dal 1 agosto i pensionati che più hanno patito il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita, quelli con pensioni lorde tra 1500 e 2000 euro lordi circa (chi ha pensioni inferiori ha già avuto in questi anni la perequazione al 100%) riceveranno gli arretrati: oltre 900 euro lordi, circa 700 netti, ad esempio, per una pensione di 1700 euro, sempre lordi (circa 1330 netti); cifre che si riducono al crescere del valore delle pensioni.

Certamente più penalizzate sono le pensioni più alte ed anche i vitalizi, che, finalmente, fanno “cumulo” con le pensioni per il calcolo della rivalutazione delle pensioni stesse. Un intervento limitato, ma nella direzione giusta; soprattutto un intervento possibile, e non una boutade propagandistica senza effetti concreti.

D’altra parte, le pensioni più alte stanno già pagando il contributo di solidarietà che noi abbiamo voluto nella legge di stabilità per il 2014.

Continua, nel frattempo, il nostro impegno per modificare la “legge Fornero” e consentire alle persone di poter scegliere di andare in pensione in condizioni dignitose, superando anche le tante ingiustizie presenti in quel sistema.

 


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