Pensioni e dintorni

il 16 dicembre 2018 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, in una intervista sul Messaggero, ha descritto le intenzioni del Governo, ad oggi, sulle pensioni. Non si capisce come si possa confermate “tutto” con il 30% in meno di miliardi rispetto ai 6,7 promessi per il 2019 (si taglierà per rispettare il limite del rapporto deficit/Pil che sarebbe stato concordato con la Commissione europea, quello spostamento di ….una virgola, avete presente? 2,4….2,04…Che fa un conto di quasi 7 miliardi in meno a disposizione, tanto per dire): e quindi non ce la raccontano giusta, non ci dicono ancora come sarà davvero.
In ogni caso, il sottosegretario dice: 800 mila persone in pensione in tre anni, di cui 350 mila nel 2019; a bilancio 4,7 miliardi nel 2019 e 8 miliardi negli anni successivi: con sistemi che consentiranno alle persone che hanno molti anni di contributi, ma non sufficienti per le norme in vigore, di andare in pensione: per qualche anno lo potrebbero fare con quota 100, e poi con il minimo di 41 anni di contributi.
E’ una parte di lavoratori che hanno subito l’innalzamento dell’età pensionabile deciso con la “legge Fornero” e che quindi vengono aiutati ad andare in pensione in base non solo e non tanto con uno “sconto” sull’età, ma ad un numero inferiore di anni di lavoro.
Un sistema più flessibile per poter andare in pensione è positivo, così come il fatto che 41 anni di contributi possano essere considerati sufficienti. Oggi questo accade già per chi è andato a lavorare precocemente (a 18 anni e prima ancora) e fa lavori gravosi o è disoccupato o assiste familiari disabili gravi.
Ma i conti non tornano e bisognerà vedere quali marchingegni ci saranno per limitare la spesa. E dunque aspettiamo ancora
La conferma di “ape sociale” almeno per un anno, così dice il sottosegretario Durigon, è una buona notizia (si potranno utilizzare anche le risorse stanziate negli anni scorsi e non ancora utilizzate). E’ l’unico punto degli interventi di cui si sta discutendo che riguarda le categorie più deboli sul mercato del lavoro, e tra queste soprattutto le donne.
Il limite di “quota 100”, infatti, è di utilizzare tutte le risorse disponibili, evidentemente insufficienti, per chi ha molti anni di lavoro e una sostanziale continuità di occupazione; persone che pure hanno lavorato e versato contributi da tanti anni. Ma tanti che hanno pochi contributi perché discontinui o perché hanno interrotto il lavoro per accudire figli e anziani, avranno poco o nulla di nuovo rispetto al passato.
Il sistema va cambiato, chi dice che va bene così e che non si devono usare risorse del bilancio per cambiarlo, sbaglia: sbaglia di grosso. E non aiuta a dire come indirizzare diversamente quello che si decide di impegnare in questo ambito, né a prefigurare per il futuro altri passi avanti, soprattutto per chi è più giovane e per chi fa una “doppio lavoro”, dentro e fuori casa.

PS: essendomi occupata soprattutto di questo (oltre che del bollito misto), non ho seguito le false notizie sulle opinioni dei dirigenti del Pd che oggi si sono sprecate, a quanto pare: Calenda, Zingaretti, ecc.….. Ma una ve la segnalo: è evidentemente falsa! Vero?….
PALERMO (ITALPRESS) – PD: Faraone lavora a fronte allargato con Forza Italia e Sicilia Futura
- Sembra andare verso un nuovo corso la segreteria regionale del Pd. Come riporta oggi la Repubblica, l’allargamento al quale sta lavorando nell’Isola il neo segretario regionale Davide Faraone su mandato di Matteo Renzi, prevede un dialogo proprio con il coordinatore di Forza Italia e con Sicilia Futura dell’ex ministro Salvatore Cardinale. “Sono per costruire un polo contro i populismi” dice Faraone.


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