Pensioni, i punti di partenza

il 13 settembre 2018 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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I punti di partenza: cominciamo dal Governo.
Senza andare a cercare i programmi elettorali dei partiti della maggioranza, va preso per buono il Contratto di Governo che hanno stipulato tra loro: al punto 17 “Pensioni. Stop legge Fornero”
C’è scritto “abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero”, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. (…) Proroga della misura sperimentale “opzione donna” (…) utilizzando le risorse disponibili.”

Uno stanziamento di 5 miliardi: non sono sufficienti a realizzare pienamente gli obiettivi (quota 100 e 41 anni), quindi ci saranno “paletti”: diverse ipotesi sono state presentate, vedremo quali entreranno nel disegno di legge di Bilancio per il 2019.
In ogni caso, tutto si concentra esclusivamente sul miglioramento dei requisiti per le pensioni “di anzianità”, cioè di chi ha un buon numero di contributi nella sua vita lavorativa.
Non è scritto cosa si farà di Ape sociale, Ape volontaria, ecc.
“Opzione donna”: una proroga di solo di un anno, in base ai calcoli dell’INPS, non potrebbe contare su “risorse disponibili”, ma avrebbe un costo superiore ai 2 miliardi e mezzo.
Non ci sono riferimenti a:
revisione del sistema di adeguamento automatico dei requisiti per la pensione all’aspettativa di vita;
valorizzazione del lavoro di cura,
futuro pensionistico dei giovani,
reddito dei pensionati.


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