Pensioni, incontro importante tra governo e sindacati

il 28 settembre 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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L’incontro di oggi tra Governo e Sindacati sulla previdenza è molto importante; ne scaturirà lo schema di interventi che saranno inseriti nella legge di Bilancio, per i pensionati e per i lavoratori e lavoratrici che sono in attesa di poter andare in pensione ad una età decente.
Come gruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera abbiamo seguito questa materia, passo passo, e con la determinazione a contribuire alla costruzione delle migliori soluzioni possibili. Avremo modo di fare approfondimenti e di chiarire i contenuti delle cose che saranno decise. Ci sarà anche un lavoro delicato e non semplice per trasformare le decisioni assunte in norme di legge chiare e applicabili.

Per il momento mi limiterò a riportare via via le notizie di agenzia, per dare conto degli argomenti e delle ipotesi che si affacciano.

ANSA – La cosiddetta quattordicesima adesso riconosciuta ai pensionati con redditi complessivi personali fino a 750 euro mensili sara’ estesa anche a coloro che hanno redditi fino a mille euro al mese (2 volte il trattamento minimo). E’ quanto si apprende da fonti sindacali presenti
all’incontro in corso al ministero del Lavoro. Per coloro, 2,2 milioni, che hanno gia’ il beneficio l’importo sara’ aumentato, ma non e’ ancora stato definito il rialzo in base agli scaglioni di contributi versati. Nel complesso per l’aumento di chi gia’ riceve la somma aggiuntiva si spendera’ il 30% dello stanziamento dedicato a questo capitolo.

ANSA – Governo e sindacati hanno firmato un verbale sugli interventi sul sistema pensionistico. Nel verbale di cinque cartelle, sono identificate le misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni, fra le quali l’Ape, l’intervento sui precoci e l’estensione e l’aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi.

Uscita a 41 anni per precoci in difficoltà – Per chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni l’uscita sarebbe anticipata a 41 anni di contributi se si appartiene alle categorie di lavoratori in difficoltà, come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose Sarebbe quindi questa la soluzione trovata per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età.

ecco l’accordo

Accordo pensioni 28 settembre 2016

 

 


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