Pensioni, pensioni d’oro, pensioni (e facce) di bronzo

il 17 dicembre 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Se Di Maio vuole recuperare 12 miliardi dalle pensioni d’oro per superare la legge Fornero, ci deve spiegare che cosa intende per ‘pensioni d’oro’. Dato che la matematica non e’ una opinione, per recuperare 12 miliardi bisognerebbe azzerare (non pagarle piu’) tutte le pensioni dai 5.500 euro lordi mensili in su, il cui ammontare lordo annuo corrisponde appunto a quella cifra, incluse le tasse gia’ pagate allo Stato (Fonte: Itinerari Previdenziali su dati Inps 2015)
Poiché l’operazione azzeramento non si può ovviamente fare, per risparmiare (in percentuale per ciascuna pensione) un valore di 12 miliardi, bisogna andare a toccare le pensioni di importo molto inferiore, dove di ‘dorato’, non c’e’ proprio niente. Al massimo abbiamo qualche ‘pensione di bronzo’, perché parliamo di impiegati e operai. (C Damiano)
Ai pensionati più ricchi, e’ giusto applicare un contributo di solidarietà (come già abbiamo fatto) che serva ad aumentare l’importo delle pensioni più basse.
Ma senza illudere nessuno che se ne possano ricavare tanti miliardi.
Di risorse per modificare la legge Fornero ne abbiamo trovate in questi anni, per fare sino ad oggi operazioni di “riduzione del danno”, non sufficienti, ma tante persone “hanno portato a casa la pelle”: 11,7 per salvaguardare gli esodati, più di 2,5 per opzione donna, per citare i più consistenti, e altri per fare ripartire la perequazione delle pensioni, per aumentare la quattordicesima mensilità, ecc.: che lo sappia Di Maio e non solo lui.
Ma ci sono ancora troppe ingiustizie, a partire dalla condizione dei più giovani. La strada da fare è ancora molta
La farà chi sa di cosa parla e non inventa soluzioni “d’effetto”.
In questi anni, noi del Pd in Commissione Lavoro ci siamo fatti un’idea. Di quel che serve e di come arrivarci


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