Pensioni: risolvere il problema della perequazione automatica

il 27 novembre 2013 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Le organizzazioni sindacali dei pensionati hanno contestato la mancata modifica del testo della legge di stabilità a proposito della perequazione automatica delle pensioni.
La chiusura della discussione sulla legge di stabilità in Senato con il voto di fiducia, in tempi stretti, essendo alla vigilia del voto sulla decadenza di Berlusconi, ha lasciato tutto intero il problema della perequazione automatica, e tutto intero ce lo ritroveremo con il passaggio alla Camera del provvedimento.
Consideriamo sbagliato un approccio a questo tema che di fatto attribuisce alla perequazione il carattere di un privilegio e, oltre che sulla capacità di copertura, incidere sulla natura stessa del meccanismo.
Non consideriamo affatto blindato il testo che arriverà alla Camera e faremo la nostra battaglia perché ci siano modifiche significative, innanzitutto relativamente al meccanismo, riportandolo a fasce orizzontali, e per assicurare la tutela, almeno parziale, di pensioni che, proprio per importi tra 1500 e 3000 euro, sono il frutto di una vita di lavoro e di contributi effettivamente versati.
Pensiamo invece che sia giusto abbassare la soglia dei 150 mila euro per applicare un contributo di solidarietà straordinario, in una logica di solidarietà generazionale, ad esempio per consentire di non aumentare la contribuzione per le partite Iva. Siamo consapevoli del fatto che la solidarietà andrebbe richiesta a tutti i cittadini, ma consideriamo preferibile agire su trattamenti previdenziali comunque elevati sulla base dei fatto che, appunto, sono elevati e non sulla messa in discussione dell’origine retributiva di quei trattamenti, ipotesi che come sapete è in campo.
Ho molto rispetto della lotta delle organizzazioni sindacali per difendere diritti e condizioni di vita degli anziani. E’ una lotta che sento mia. Nelle complicate condizioni in cui stiamo lavorando in Parlamento, che sono di natura politica, ma forse ancor di più di natura economica e di strapotere della burocrazie ministeriali, faremo la nostra battaglia per ottenere un risultato decente. Resta il fatto, comunque, che il risparmio previdenziale realizzato con la manovra Fornero, nettamente superiore a quanto indicato a suo tempo, pur non costituendo un tesoretto nascosto da qualche parte, pone il problema di fare tornare alla previdenza, per chi è già in pensione e per chi non c’è ancora, o è molto lontano da quel traguardo, risorse significative. La ripartenza della crescita economica e scelte di equità nella redistribuzione della ricchezza sono fondamentali perché questo possa accadere.


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