Piaggio: integrità dell’azienda, difesa del lavoro, radicamento in Liguria

il 17 marzo 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il rinvio dell’incontro su Piaggio Aero presso il Mise, già previsto per lo scorso 9 marzo, al giorno 23; l’estensione dell’utilizzo della cassa integrazione, che ha determinato la fermata o la riduzione di parti importanti della attività produttiva, solo in parte mitigate dallo sforzo delle organizzazioni sindacali di concordare soluzioni più ragionevoli; le dichiarate difficoltà relative di liquidità dell’azienda, la vaghezza delle risposte del governo alle interrogazioni parlamentari, le notizie sul fatto che Finmeccanica sarebbe chiamata dal Governo ad intervenire, e che questo potrebbe avvenire con una acquisizione di partecipazioni solo per la parte velivolistica: in questo quadro di grande incertezza e di mancanza di una direzione di marcia chiara si sta sviluppando in queste settimane la vicenda relativa ad uno dei più importanti insediamenti industriali della Liguria.

Il valore strategico delle produzioni della Piaggio, ed il loro contenuto in termini di lavoro, professionalità, tecnologia, richiedono che il Governo assuma chiare determinazioni, affrontando le criticità presenti e sostenendo la prospettiva della Piaggio Aero in Liguria: il contributo di risorse pubbliche, in termini di finanziamenti al settore aeronautica e di ammortizzatori sociali già è stato significativo, e devono comunque essere onorati gli impegni assunti a quel proposito dalle istituzioni: proprio per la natura di quella azienda esiste un diritto/dovere dello stato italiano, per il quale la Presidenza del Consiglio dei ministri ha già in passato esercitato i poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale.
Qualunque iniziativa deve avere come vincolo il mantenimento dell’integrità dell’azienda, dei livelli di occupazione, del radicamento nel territorio ligure. Ricordo bene che proprio il rifiuto di soluzioni di scorporo tra parte motoristica e velivolistica ha cosentino nel passato di conservare una presenza industriale così rilevante e di avere oggi a Villanova uno stabilimento nuovo e moderno, in un sito adeguato.
E’ necessario che al più presto questi punti fermi vengano confermati, con un assunzione di responsabilità chiara del Governo da un lato, e dell’azienda dall’altro. L’incontro del 23 è quindi un passaggio importante, atteso dai lavoratori e dalle comunità locali


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