Piano Straordinario per il contrasto alla violenza sulle donne: l’incontro di Savona

il 7 febbraio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Ieri, su iniziativa del Comune di Savona, ed in particolare dell’Assessore Isabella Sorgini, abbiamo realizzato un bell’incontro sui temi del contrasto alla violenza sulle donne.

E’ stata l’occasione per presentare nella nostra città Giovanna Martelli, deputata del Pd e Consigliera del Presidente del Consiglio in materia di pari opportunità e di contrasto alle discriminazioni. A lei è stato affidato anche il compito di coordinare la redazione e l’attuazione del Piano straordinario per il contrasto alla violenza sulle donne.

Con Giovanna, nei giorni scorsi, abbiamo condiviso una bella pagina della politica e del lavoro del Parlamento, l’elezione del Presidente della Repubblica: delle cose che il Presidente Mattarella ha detto  dopo il giuramento di fedeltà alla Costituzione, mi piace ricordare due passaggi.

Nell’affermare che la garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione, nel viverla giorno per giorno, il Presidente Mattarella ha elencato una serie di significati del garantire la Costituzione “Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni”. Non solo non dover subire violenze e discriminazioni, ma “non dover avere paura”!  E  poi, garantire la Costituzione “significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva.” La libertà nella sfera affettiva è uno degli elementi fondamentali del contrasto alla violenza di genere.

 

 

Il senso e la grande utilità dell’incontro di ieri è stato:

* dare conto del lavoro che il Parlamento ha fatto in questi mesi e dell’avvio di una attività del Governo che si va via via strutturando,

* confrontarci con una delle realtà locali, Savona, in cui negli anni si è sviluppata l’attività di rete tra istituzione, il Comune, nel quadro di una azione incentivata e sostenuta dalla Regione, e associazioni, soprattutto di donne. Un terreno fondamentale, quello della collaborazione ed integrazione tra azione delle istituzioni e dei servizi pubblici, da un lato, e le associazioni, tutte le forme di mutuo aiuto tra donne, i soggetti della cittadinanza attiva e dell’impresa sociale: tutti coloro che agiscono nei territori, accolgono le vittime, promuovono una cultura del rispetto e del contrasto alle discriminazioni.

Nell’ambito delle istituzioni, un altro ruolo essenziale è quello delle forze dell’ordine, della magistratura; non solo per la repressione degli atti di violenza e la sanzione, ma come parte di un circuito virtuoso di prevenzione.

 

Tra i primi filoni di lavoro del Parlamento eletto del 2013, anche grazie alla Presidenza della Camera, all’impulso di Laura Boldrini, c’è stato proprio il tema del contrasto alla violenza di genere, a partire dalla ratifica della Convenzione di Istanbul “ sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”.

La Convenzione, oltre a molte indicazioni di lavoro per gli Stati, contiene una importante definizione della violenza alle donne come “violazione dei diritti umani”, e lega la violenza alle discriminazioni cui le donne sono ancora sottoposte: da un lato, la violenza è una forma di discriminazione, dall’altro le discriminazioni nei diversi ambiti della vita privata e pubblica, la svalutazione della donna come persona, come soggetto autonomo e autodeterminato, sono alla radice della violenza.

Dopo la ratifica della Convenzione da parte del Parlamento italiano, nel giugno del 2013, il Governo ha emanato un decreto, poi convertito in legge, la legge 119 del 15 ottobre 2013, da cui scaturisce il “Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale di genere”

Nei primi giorni di dicembre, il Governo ha diffuso uno schema di Piano, su cui si è realizzata una consultazione pubblica, dalla quale sono emerse osservazioni e contributi; sulla base di questi, e di un diffuso lavoro di confronto, si è avvita la redazione del Piano vero e proprio: l’incontro di ieri, 6 febbraio, è stato un’occasione per discutere di quei contenuti, sulla base dell’esperienza maturata “sul campo” a Savona.

Questi gli argomenti fondamentali che il Piano affronta:

-          la comunicazione, l’utilizzo dell’immagine femminile da parte dei media e la sensibilizzazione della collettività

-          l’educazione al rispetto tra i generi

-          la formazione delle figure professionali che entrano in contatto con le donne che subiscono violenza, l’inserimento socio lavorativo delle donne vittime di violenza (una della modifiche che la Camera ha apportato al disegno di legge delega sul lavoro riguarda proprio questo argomento)

-          il recupero e il reinserimento degli uomini autori di violenza; a questo punto si collega quello relativo a

-          la valutazione dei fattori di rischio ed in particolare alla rilevazione del rischio di recidiva; rilevazione quindi

-          banche dati e sistema di monitoraggio

-          l’ottava Linea d’azione riguarda il cosiddetto “codice rosa”, come specifico protocollo di intervento, omogeneo a livello nazionale, da adottare nelle strutture ospedaliere in cui si reca la donna che ha subito violenza.

Prendendo spunto da questo, è opportuno sottolineare il fatto che un obiettivo dichiarato e importante del Piano è proprio quello di diffondere criteri e pratiche omogenee e condivise sul piano nazionale. Le buone pratiche locali sono essenziali, ma si possono consolidare solo se danno vita a politiche nazionali e da quelle sono alimentate e sostenute.

 

C’è infine il tema, tutt’altro che banale, quello delle risorse. Sono stati stanziati, per l’attuazione della legge, 30 milioni di euro, più 10 milioni destinati ai centri anti-violenza. Sono ancora troppo pochi, ma è importante saperli indirizzare correttamente; insieme, è necessario individuare quelle risorse che già sono presenti nel sistema e che possono essere indirizzare e finalizzare alla realizzazione del Piano, per avviare il passaggio da un intervento straordinario ad una strategia permanente, fatta di interventi concreti e di un profondo cambiamento culturale.


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