Politiche di sostegno alla genitorialità, conoscere i propri diritti

il 27 dicembre 2017 | in Articoli | da Anna Giacobbe

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Non basta avere diritti e opportunità, bisogna conoscerli: spesso chi ha più bisogno ha meno informazioni di altri.
Per questo nella legge di riforma della pubblica amministrazione (agosto 2015) abbiamo previsto la semplificazione dell’accesso ai servizi e agli strumenti di sostegno alla maternità e alla paternità: le informazioni devono essere disponibili nel modo più semplice, e cioè quando si iscrive il bambino o la bambina all’anagrafe.
L’INPS si è organizzato per fare quello che gli compete: ora tocca ai Comuni fare la propria parte.
Tra gli interventi e i sostegni ai genitori ce ne sono alcuni più validi, altri discutibili: ma nell’insieme questo è un campo in cui si sono fatti passi in avanti significativi.
Qualche esempio: contributi per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido e di forme di assistenza domiciliare; assegno mensile destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017; voucher baby sitting, per l’acquisto di servizi di baby sitting oppure per gli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.
E poi le indennità di congedo parentale, e altri strumenti di sostegno economico e tutela che lo Stato mette a disposizione dei genitori, durante i periodi di maternità e paternità: diritti che sono stati estesi rispetto al passato, soprattutto per il lavoro professionale ed autonomo

Politiche di sostegno alla genitorialità: le iniziative dell’Istituto


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