Porti: il Governo ascolti la comunità savonese

il 7 ottobre 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Tra le questioni che ho ritenuto giusto affrontare nell’incontro per il “resoconto di metà mandato” di venerdì scorso, c’era, ovviamente, quella del porto.
Ho riassunto il percorso di questo ultimo anno, nel quale la comunità savonese si è sforzata di mettere in evidenza la valenza del proprio scalo e l’esigenza di mantenere un forte rapporto tra il governo del porto e la nostra comunità, rivendicando l’autonomia di Savona-Vado in un quadro di coordinamento e integrazione dei porti liguri; ed ho richiamato le questioni che considero essenziali e che ho avuto modo di rappresentare anche nel recente incontro tra il gruppo Pd alla Camera e il ministro Del Rio.
* I porti sono una bella quota sia dell’economia che dell’identità dei diversi territori della Liguria. Di una impostazione innovativa siamo i primi ad avere bisogno, di una strategia nazionale, di semplificazione, di innovazione.
* Il fatto che debba essere preso a riferimento un arco di costa e di territori retrostanti ampio è totalmente condivisibile; così come l’idea che i porti e le infrastrutture di inoltro, insieme, vadano considerati come un sistema.
* Le ipotesi di riforma della governace cui lavora il Ministero dei Trasporti non risponderebbero in modo lineare a quell’ obiettivo. Se non si costruiscono grandi sistemi, e si fanno solo operazioni che si vorrebbero di razionalizzazione, il rischio è che non facciano bene, nel nostro caso, né a Savona, né a Genova, né all’interesse nazionale. E comunque quelle ipotesi hanno registrato già correzioni e modifiche, ed altre sono annunciate.
* Un forte sistema ligure, che condividesse la pianificazione portuale, proposta che il Pd Ligure aveva indicato come soluzione, sarebbe una scelta migliore.
* Le cose che ci importano davvero non servono solo a noi, ma a contribuire al progetto del Governo di dare all’economia del mare il ruolo che deve avere in Italia, superando localismi e rendite e valorizzando le opportunità che ci sono:
1) Il nostro porto ha una profondità dei fondali, senza dragaggi, massima rispetto a quella di tutti gli altri porti italiani. Gli investimento in corso servono a mettere a frutto quella risorsa, che genererà ricchezza per il Paese; noi vogliamo che quell’investimento e quell’insieme di opere sia completato. Se questo non accadesse sarebbe compromessa una delle poche concrete prospettive di sviluppo per un’intera area.
2) Il porto di Savona Vado ha scelto di curare la connessione delle banchine con il sistema logistico: quello di Vado l’unico interporto classificabile ufficialmente come tale in Liguria, riconosciuto come nodo centrale della rete transeuropea di trasporto, “interporto core”.
3) il porto è dentro le città: i rappresentati dei territori devono poter contare, e non solo nelle nomine degli organismi; se si genera ricchezza nel nostro porto vogliamo che una parte significativa rimanga in questo territorio: per creare altro lavoro, per armonizzare la presenza di quelle attività con il tessuto urbano, per affrontare i problemi di impatto sulla vita dei cittadini; il porto non può essere vissuto solo come una servitù.

L’iniziativa delle istituzioni e delle forze sociali savonesi ha posto questioni importanti e condivisibili.
La Giunta Regionale, dopo il passaggio molto discutibile dell’approvazione in Consiglio dell’ordine del giorno del M5S, ha rilasciato dichiarazioni in cui afferma di avere una posizione che guarda al sistema ligure come soluzione.
Discutiamone, il Governo ascolti la comunità savonese e ligure; possiamo ancora trovare soluzioni in grado di dare risposte, insieme, alle esistenze del territorio e all’interesse nazionale.


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