Porto di Savona Vado: le cose che funzionano continuino a funzionare

il 22 ottobre 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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A quanto pare, è prossima l’indicazione del presidente dell’Autorità portuale di sistema del Mare Ligure Occidentale: si avvia concretamente la costruzione della nuova governance dei porti. 

La scelta è fatta: rimangono tutte intere le ragioni per cui la comunità portuale savonese, le forze sociali e gli enti locali, anche con accenti diversi, hanno posto all’attenzione di tutti, da tempo, due questioni:

- è necessario che prosegua la costruzione della piattaforma di Vado, senza soluzione di continuità, senza intoppi o blocchi burocratici nel passaggio delle consegne.

E’ sempre bene ricordare che quella è un’opera utile all’economia nazionale; in un momento di crisi dei traffici a livello mondiale, è davvero importante che grandi compagnie internazionali, Maersk, ed ora anche Cosco, abbiano scelto di radicarsi nel nostro ambito portuale: è la migliore garanzia dell’arrivo di  traffici significativi e per un tempo duraturo, proprio perché ci sono criticità.

Si tratta di un intervento perfettamente in linea con le scelte strategiche del Governo, anche perché è un progetto fortemente orientato al trasporto su ferro.

Se il mondo è segnato dalla competizione globale, che come si sa fa morti e feriti, è così strano che il nostro territorio si preoccupi di mettere in sicurezza quell’investimento e quella prospettiva di sviluppo?

 

- tra i porti di Genova e Savona-Vado esistono diversi sistemi di gestione, delle operazioni portali e del lavoro: vanno studiate soluzioni equilibrate per realizzare l’accorpamento, in modo da non creare danno sui costi per la merce, o problemi nei rapporti fra le componenti del sistema porto (terminalisti, Compagnia, imprese  art. 16).

Oggi l’operatività di Savona si basa su una allargata e condivisa regolamentazione che consente al sistema di garantire l’accosto sia su banchine in concessione che su banchine pubbliche; esiste una modalità di gestione del lavoro in ambito portuale, un equilibrio tra imprese e lavoro autogestito, che ha funzionato e che non va compromesso, ma anzi migliorato per quanto possibile. Terminalisti, Compagnia Portuale e gli art. 16 si sono dimensionati in modo da garantire efficienza operativa ed equilibri di bilancio.

Governo, e Regione per la sua parte, devono dare garanzie che saranno preservati interessi che non sono di singoli operatori, o di piccoli poteri locali, ma dell’intera comunità portuale, del lavoro, della popolazione che vive dentro e intorno al porto di Savona Vado.

 

Il Ministro Del Rio ha recentemente affermato che le cose che funzionano devono continuare a funzionare e che questo sarà l’input del Governo nei confronti dei vertici della APdS. Bene: occorre che gli atti concreti siano conseguenti. Abbiamo bisogno di un lungo commissariamento? No; la proroga per Savona-Vado, quale che sia la sua durata, deve servire a prendere le misure a queste cose e a partire con il piede giusto.

La figura del Segretario generale è quella che si occuperà direttamente degli “uffici di scalo”, cioè di Savona-Vado. E’ importante che di questo si tenga conto, oltre che della necessità di competenze orientate soprattutto alla programmazione strategica del sistema portuale-infrastrutturale, che è quella che può consentire ai porti italiani, e alla APdS del Mar Ligure Occidentale,  di essere davvero competitivi.


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