Presentazione della Relazione Annuale del Presidente INPS

il 8 luglio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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A ciascuno suo mestiere (con rispetto parlando)

Considerazioni a margine della presentazione della Relazione Annuale del Presidente INPS

La discussione sui limiti del nostro sistema previdenziale, su vere ingiustizie, su contraddizioni antiche e recenti, si è finalmente riaperta nei mesi scorsi. In Parlamento ci sono proposte precise; hanno a cuore la sostenibilità del sistema, finanziaria e sociale, e la difesa del futuro pensionistico dei giovani, oltre che del livello di reddito e di vita dei pensionati. Quelle proposte partono da un fatto, però: nel momento in cui si sta superando la fase acuta della crisi che aveva motivato nel 2011 una manovra finanziaria pesante, al sistema previdenziale devo tornare risorse, una quota della quantità ingentissima di risorse che la “legge Fornero” aveva destinato al risanamento finanziario dello Stato;  devono essere riconosciuti diritti, sanate ingiustizie, alleggerito il peso di un innalzamento notevole e repentino dei requisiti per andare in pensione, soprattutto per le donne. Oggi il Presidente dell’INPS Boeri ha presentato la Relazione Annuale. Per fare quel che c’è da fare è utilissimo il ruolo che l’INPS può svolgere: innanzitutto dare al legislatore informazioni corrette e complete, non come nel 2011; dare interpretazioni alle norme in vigore non restrittive, come invece è troppe volte accaduto in questi anni, salvo poi, spesso, soccombere nel contenzioso; fare anche proposte, perché no. Certo che il fatto che si possa ancora andare in pensione con un certo, per altro consistente, numero di anni di lavoro, non è cosa che il presidente dell’INPS possa permettersi di escludere come “riesumazione di meccanismi propri delle pensioni di anzianità”.

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Modificare la “legge Fornero” non sarà facile: servono, appunto, risorse e una grande attenzione a non creare altre contraddizioni; ci vorrà gradualità anche nelle modifiche; non ne usciremo bene, comunque, se non ci sarà una ripresa dell’economia e del lavoro, capace di alimentare le entrate del sistema  previdenziale pubblico e lo sviluppo anche della previdenza integrativa.

Ma quale che sia il punto di arrivo della discussione tra Governo e Parlamento e, c’è davvero da augurarselo, con le forze sociali, sarà il Parlamento a riformare il sistema. Se ciascuno farà il proprio mestiere, magari riusciremo a fare tutti qualcosa di buono.

 

P. S.: nella relazione del Presidente Boeri si trattano anche altri argomenti, dalla povertà al rapporto tra previdenza e assistenza, per dire solo di alcuni. Ci sarà modo di tornare anche su quelli


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