Quota 100 e APE sociale, solo per ricapitolare

il 5 settembre 2018 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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- con Quota 100 non si abolisce la “legge Fornero”. Per chi si è fatto i conti e pensa di rientrarci, sarebbe già un passo avanti. MA
- se, come pare certo, sarà una Quota 100 con minimo 64 anni di età e due anni al massimo di contributi figurativi, i destinatari saranno molti meno, e saranno esclusi soprattutto: donne, lavoratori che hanno attraversato crisi industriali e sospensioni del lavoro, persone che hanno inziato presto a lavorare, cioè i “precoci”. Un passo avanti e uno indietro, MA e ri-MA
- se non verrà prorogata l’APE sociale, ci saranno persone che avranno addirittura un peggioramento rispetto alla condizione attuale (donne con figli, disoccupati, invalidi e parenti di disabili gravi).
UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO.
E intanto non si capisce se e come si taglieranno le “pensioni d’oro”. Non ci interessa, tanto loro sono ricchi? Se queste cose non si fanno come vanno fatte, i ricorsi riporteranno tutto com’era prima, e ci avranno solo preso in giro. E soprattutto, se si mettono in discussione certe regole per i ricchi, volete mica che prima o poi non si usi la stessa forbice per chi ricco non è? Fare in modo che chi ha pensioni molto alte dia un contributo per chi ha di meno, si può, certo che si può: ma il governo non sta imboccando la strada giusta
(e uno dice una cosa, l’altro un’altra, e l’altro ancora ne scrive una terza: come si fa a fidarsi?)

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