Quota 96 e penalizzati: il Governo sbaglia

il 4 agosto 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Il Governo ha comunicato l’intenzione di togliere dal testo del decreto 90, approvato dalla Camera con il voto di fiducia, alcuni articoli in materia previdenziale: è una decisione sbagliata e va assolutamente trovato il modo di correggerla.
Si tratta, in particolare, dei 4000 insegnati che potrebbero andare in pensione dando semplicemente una interpretazione corretta della Legge Fornero, aprendo occasioni di lavoro per i giovani realizzando un pezzo di quel ricambio generazionale di cui c’è grande bisogno; inoltre rimarrebbe in vigore la riduzione dell’importo della pensione per quei lavoratori, del pubblico e del privato, che, anche con oltre 42 anni di contributi, sono penalizzati solo per avere cominciato presto a lavorare e raggiungono il diritto a pensione prima dei 62 anni.
Inoltre gli emendamenti soppressivi del Governo riguardano il pensionamento d’ufficio a 68 anni per i docenti universitari e l’’incremento delle pensioni di reversibilità per gli invalidi vittime del terrorismo.
Il Governo cede alla pressione della Ragioneria Generale dello Stato, le ragioni della quale sono assolutamente discutibili. Per il superamento delle penalizzazioni, la R G S mette in dubbio i numeri dei possibili pensionamenti forniti dall’Inps; per “quota 96”, mette in discussione il numero dei destinatari, che il Ministero dell’Istruzione ha verificato direttamente con le persone interessate.
La stessa Ministra Madia ha difeso questi provvedimenti nel passaggio alla Camera. Il Governo deve pretendere rispetto per il proprio lavoro e per quello del Parlamento.


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