Reddito di inclusione: di cosa si tratta

il 20 luglio 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Subito dopo l’approvazione alla Camera del disegno di legge per il contrasto alla povertà molti commentatori avevano deplorato i tempi di attesa necessari all’entrata in vigore del nuovo Reddito di Inclusione, a fronte di un’emergenza sociale da affrontare nell’immediato.
Un decreto ministeriale, entrato in vigore in questi giorni, stabilisce l’estensione su tutto il territorio nazionale del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), con modalità di attuazione e criteri rinnovati rispetto alla sperimentazione attuata nelle 12 principali città italiane: in questo modo si compie un passaggio importante e concreto verso l’introduzione del Reddito di inclusione previsto dal ddl povertà. Si dà attuazione a quanto era previsto nella legge di stabilità 2016, mettendo a disposizione 750 milioni di euro per l’anno in corso.
Di cosa si stratta? Le risorse andranno a sostegno delle famiglie con figli minori o disabili o una donna in stato di gravidanza attraverso un sussidio economico che ammonterà in media a 320 euro, arrivando sino a 400 euro mensili, a seconda del numero di componenti presenti nel nucleo familiare. Accanto al sussidio, i destinatari del beneficio saranno coinvolti nella progettazione e realizzazione di un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, realizzato dagli enti locali a livello di ambito territoriale e in collaborazione con l’intera rete dei servizi. Dal 2 settembre sarà possibile effettuare le richieste presso i servizi sociali dei Comuni.


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