REI. Reddito d’inclusione

il 28 febbraio 2018 | in Blog, Primo Piano | da Anna Giacobbe

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Il numero delle persone in condizione di povertà è cresciuto, tra loro in particolare i bambini: è cresciuto anche in aree dove un tempo non era considerata una emergenza, come in Liguria. Nuovi poveri si sono aggiunti a quelli “di sempre”: chi ha perso il lavoro, chi ha dovuto affrontare gravi problemi in famiglia, malattie, separazioni.
Sino ad oggi abbiamo assistito ad un “fai da te”, di Regioni e Comuni, con interventi dello Stato non continuativi e non omogenei sul territorio nazionale. Ci hanno pensato soprattutto associazioni e volontari.
Sino a quando il Parlamento non ha approvato una nuova legge e i provvedimenti attuativi: un sostegno economico e una presa in carico da parte dei servizi sociali per tutte le persone (a partire da luglio, tutte a prescindere dalla composizione del nucleo familiare) che hanno un reddito molto basso; un finanziamento che ora consente di aiutare chi ha meno di 6 mila euro di Isee. Ancora poco: non sono ancora coperti tutti i poveri assoluti, le cifre del contributo (da 180 a 540 euro al mese) dovranno essere aumentate. Ma lo stanziamento è significativo (due miliardi e 750 mila euro all’anno) e comprende anche una quota per rafforzare i servizi sociali dei Comuni, che dovranno sostenere le persone nella ricerca del lavoro, nella cura della salute propria e dei figli, e nel contratto all’abbandono scolastico: un importo tale da più che raddoppiare la dotazione del fondo nazionale per tutte le politiche sociali (che oggi è 300 milioni, a suo tempo fu azzerato dal governo Berlusconi).
Le Regioni possono e debbono integrare l’intervento previsto dalla legge nazionale: qualche Regione lo fa in modo razionale, qualcuna in modo meno coordinato; qualcuna non lo fa per nulla, come la Liguria, purtroppo. La realizzazione di un sistema più omogeneo ed efficace è esattamente la finalità della legge nazionale per il contrasto alla povertà. Nella prossima legislatura abbiamo l’obiettivo credibile di raddoppiare lo stanziamento per il Fondo Povertà, superando i cinque miliardi di euro, che sommati a quanto si spende per l’assegno sociale per gli anziani, consente di raggiungere tutte le persone in condizione di povertà assoluta. Fare funzionare il sistema dei servizi e le attività che esso dovrà promuovere in collaborazione con altre strutture pubbliche e con le organizzazioni del terzo settore: non è cosa che si possa fare in un giorno o in un mese: ma la legge nazionale è fatta in modo da fornire sostegni, incentivi e controlli anche in quella direzione. Per questo è una legge che può rivoluzionare il sistema: accadrà davvero se l’insieme delle istituzioni e la rete delle associazioni saprà realizzare una vera propria “alleanza contro la povertà”, anche nelle regioni e nei territori.


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