Rientro al lavoro dopo la maternità, una fase da sostenere

il 10 ottobre 2017 | in Articoli | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

Esiste un modo per sostenere il rientro al lavoro dopo la maternità, le mamme e anche i papà, virtuoso e ancora poco conosciuto: in alternativa alla “maternità facoltativa” è possibile avere contributi per pagare le rette dell’asilo nido (pubblico o privato accreditato), oppure il lavoro di baby sitter. E’ destinato a lavoratrici dipendenti e, da quest’anno, anche alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici: 600 auto mensili, per un periodo massimo di 6 mesi e viene corrisposto direttamente dall’Inps alla struttura scelta dalla famiglia, o sotto forma di voucher per il baby sitting.

Si tratta di una modalità positiva per agevolare la conciliazione delle responsabilità familiari con le esigenze lavorative; non costringe le donne a rinviare il ritorno al lavoro dopo la maternità, se lo desiderano. Oltre a fare emergere e quindi tutelare un po’ di più il lavoro di baby sitting, si incentiva l’accesso ai servizi per l’infanzia: un volano per il rafforzamento della rete pubblica.

Ci sono esperienze avviate anche nella nostra provincia. Tra gli altri il Comune di Sassello, che si è trovato a fare i conti con il “ma” di questa misura: un po’ di burocrazia e qualche ritardo nel pagamento dei contributi al comune da parte dell’INPS. Ho fatto una interrogazione nei giorni scorsi: la risposta di Ministero e INPS è stata “rassicurante”. E’ importante che non ci siano difficoltà applicative che rischiano di disincentivare l’utilizzo di questa misura; ed è bene che l’informazione su questa opportunità circoli, che si sappia che “si può”, che le mamme possano scegliere tra il congedo facoltativo e un aiuto a pagare la retta del nido.

A seguito di una norma inserita nella “legge Madia”, l’INPS ha predisposto un servizio sul proprio portale (https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?iprestazioni=110&itema=7627) per informare su tutte le opportunità previste per i nuovi genitori, opportunità di segno diverso, alcune più giuste altre meno, secondo me. Ma complessivamente esistono azioni concrete a sostegno del “mestiere” di genitori, delle mamme in particolare.

P.S.: come è provato statisticamente, le donne fanno figli quando hanno un lavoro e un po’ di speranza nell’avvenire; non quando pensano di ricevere un bonus. Ma avere diritto a qualche aiuto da parte dello Stato quando si sceglie di avere un figlio, aiuta, oh se aiuta!

 


« »

Scroll to top