Riflessioni di fine giornata

il 29 ottobre 2014 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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1) La Picierno non solo ha detto sciocchezze: ha dimostrato di essere poco capace e colpevolmente prevenuta.

2) La carica della polizia contro i lavoratori dell’ AST è un fatto grave, in una vertenza difficile, tra le molte difficili; vertenze esposte non solo a tensioni, ma che possono generare veri drammi per il lavoro e per le comunità locali.

3) Trattare con sufficienza il fatto che ci sia nel mondo del lavoro, non solo tra i dirigenti sindacali, una opinione diversa da quella del presidente del consiglio, una difficoltà ad avere fiducia, non è solo un tratto del carattere del premier che non piace; alimenta una rottura, che proprio in quanto tale, non porta nulla di buono e schiaccia ciascuno nel proprio recinto

4) “Surreale”, detto del confronto con il governo, non è un giudizio politico, è una “battuta”, per altro non particolarmente utile ad imporre al governo il rispetto del ruolo del sindacato; e così il giudizio liquidatorio (oltre che sbagliato) dell’attuale esperienza di governo come segnata semplicemente da interessi e poteri di pochi.

La società è complessa; c’è una spinta a cambiare, una voglia di rottura con ciò che abbiamo alle spalle, perché davvero il mondo è “un altro”; una spinta che non è certo estranea al mondo del lavoro, ma che non si identifica più solo con quel blocco sociale, o con quello che immaginiamo che sia.

La politica pretende di riprendere il proprio spazio, superando una supplenza che altri avevano esercitato; una generazione politica nuova (nel senso anagrafico e non solo, e con la sua quota di conformismi e trasformismi) occupa uno spazio che era di altri, con metodi anche discutibili.
Nell’area progressista, nel centrosinistra, accade questo. C’è bisogno di una battaglia politica di lunga lena, e non di una “guerriglia” quotidiana, per portare in tutto questo una quota di valori che oggi mancano, una profondità che la velocità e la semplificazione ad ogni costo non possono garantire.

Nel ridisegno di nuovi rapporti sociali, di un modello di società adeguato all’oggi e al futuro, il valore del lavoro, da un lato, e la funzione dei corpi intermedi (mica solo dei sindacati) e del loro rapporto con il potere politico, dall’altro, sono temi cruciali, inevitabilmente controversi.

Anche le scelte contingenti (delega lavoro, legge di stabilità, tanto per dire) influenzano quelle prospettive, soprattutto incidono sulla vita reale delle persone, oltre che su processi economici duri, concreti.

Temi cruciali e controversi, e atti concreti che incidono sulla vita delle persone: gli uni e gli altri meritano che tutti ci sforziamo di guardare alla sostanza, di evitare i teatrini e l’escalation della denigrazione collettiva, di avere considerazione per gli interlocutori. Chi oggi è vincente nel consenso all’interno del popolo del centro sinistra forse (o forse no) può farne a meno.
Io, per me e per quelli come me, penso che convenga “stare al merito” e ricordare sempre che il passato “tal quale” non ci consegna risposte.

Questa è la cosa che, in definitiva, mi preme dire alla fine di questa giornata.


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