Riforma costituzionale: il percorso non è finito

il 10 marzo 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

Stampa post Stampa post

IL VOTO DELLA CAMERA SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE: OBIETTIVI RAGGIUNTI E LIMITI. IL PERCORSO NON E’ FINITO

 

Oggi abbiamo votato, in prima lettura alla Camera, la legge costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario, la riforma del titolo V della Seconda Parte della Costituzione, riduzione del numero dei parlamentari e modifiche del processo legislativo.

La discussione Parlamentare ha modificato parti significative del testo originario; rimangono limiti, soprattutto nella composizione del Senato; sarebbe stato necessario maggiore coraggio nel definire i rapporti tra Stato, regioni ed autonomie; l’equilibrio tra funzioni del Governo e del Parlamento andrebbe meglio definito.

Ma il superamento del bicameralismo come l’abbiamo conosciuto, con i suoi difetti, e la riduzione del numero dei parlamentari ci sono davvero. E le modifiche apportate alla Camera sono importanti; per dirne qualcuna: l’innalzamento del quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica contribuisce a rafforzare l’autonomia del capo dello stato dalla maggioranza che esprime il Governo, anche con una legge elettorale con premio di maggioranza; la Corte Costituzionale potrà esaminare preventivamente la legge elettorale, valutarne la legittimità; la semplificazione del processo legislativo dovrebbe contribuire a ridurre le incertezze procedurali e a rafforzare sostanzialmente il ruolo del Parlamento, insieme ad altri interventi che contribuiscono a riequilibrare il rapporto tra Parlamento e Governo (già oggi, con le regole attuali, il rischio che il Governo assuma su di sé, con la decretazione d’urgenza, le deleghe ed i voti di fiducia, compiti che sono del Parlamento; è un rischio che va contrastato  va corretto, con le regole e con la battaglia politica). Nel dossier che ha redatto il gruppo Pd alla camera ci sono molte informazioni e chiarimenti.

http://www.deputatipd.it/files/documenti/69_Revisione%20della%20Parte%20II%20della%20Costituzione.pdf

Non è in corso la distruzione della democrazia costituzionale. Il testo tornerà al Senato e poi ancora alla Camera e sarà comunque sottoposto a referendum confermativo. Ci sono difetti e contenuti che, anche perché frutto di compromessi, mostrano contraddizioni; è giusto e utile portare ancora modifiche; c’è il tempo e il modo.

Per fare davvero una operazione che renda più efficiente il lavoro delle istituzioni e salvaguardi la democrazia parlamentare facendola funzionare meglio.

 


« »

Scroll to top