Riforma della Portualità: criteri irragionevoli

il 13 febbraio 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Sono perfettamente consapevole del fatto che la questione degli accorpamenti delle Autorità portuali è solo uno dei problemi; che è utile per tutti affrontare con determinazione una prospettiva nuova per la portualità e la logistica.

Ma se le anticipazioni giornalistiche corrispondono al vero, il criterio per definire gli strumenti della governace è del tutto irragionevole; se a questo aggiungiamo l’incertezza su quale destino avranno le norme apparse e poi scomparse  nella bozza di provvedimento del Ministero per lo Sviluppo Economico sulla concorrenza, non possiamo stare tranquilli. Il futuro delle Compagnie Portuali, la liberalizzazione nei servizi tecnico nautici, la limitazione dei margini di azione per le A.P. nell’ambito della promozione e dello sviluppo dell’intermodalità e della logistica: sono temi delicati, che vengono trattati, tra l’altro, senza un confronto reale con le organizzazioni del lavoro.

E, poi, sempre a leggere i giornali, Savona non sarebbe tra i 16 (SEDICI!) porti che mantengono una propria autorità portuale, ma “uno tra gli altri” (venticinque!).

Aspettiamo di vedere i contenuti del “Piano strategico”, ma “se tanto mi dà tanto”, converrà farsi sentire.


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