Riforma elettorale: voterò a favore ma non si ponga la fiducia

il 27 aprile 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Riforma elettorale: avrebbe potuto esser migliore di così, ma voterò a favore. Non si ponga la fiducia.

Il testo di riforma elettorale che la Camera voterà nei prossimi giorni chiama ciascuno di noi ad un giudizio e ad una scelta.

Le modifiche apportate nel percorso parlamentare al disegno di legge varato dal Governo sono significative, frutto della discussione interna, del lavoro di chi ha saputo dimostrare la possibilità e l’utilità di costruire un altro punto di equilibrio: l’abbassamento delle soglie di sbarramento; l’innalzamento del quorum per l’attribuzione del premio di maggioranza al primo turno; l’introduzione di una quota di eletti con la doppia preferenza (la grande maggioranza dei candidati sarà sottoposta al vaglio del voto di preferenza).

Un numero eccessivo di eletti non scelti dagli elettori e dalle elettrici è e rimane un problema; non è il solo. Sarebbe stato possibile intervenire ulteriormente sul testo e garantirne ugualmente una approvazione rapida e più ampiamente condivisa. Si è scelto di non farlo; è stato un errore.

Ma non siamo di fronte ad una “torsione antidemocratica”.

E tuttavia è responsabilità soprattutto di chi governa il partito evitare che una materia così importante come le riforme istituzionali sia terreno di una rottura dentro il Pd, oltre che di scarsa condivisione con altre forze politiche.

Rimane aperta una questione rilevante che attiene alla democrazia nei partiti: penso che su questo sia necessario realizzare una battaglia politica forte, per dotare i partiti e le formazioni politiche di regole di trasparenza, partecipazione, condivisione, e per ridare senso e struttura alla vita democratica del nostro partito, del mio partito.

Va aperta in modo esplicito la discussione sulle modifiche al testo della Legge Costituzionale; le riforme istituzionali “si tengono” e quelle modifiche possono aiutare a costruire un equilibrio migliore nell’assetto e nei criteri di formazione delle istituzioni democratiche. perché definirlo un “baratto”?

Voterò a favore della riforma elettorale nel prossimo passaggio alla Camera, non per obbedienza, non per pura disciplina, ma per l’idea che ho di partito e di come si pratica l’appartenenza: la democrazia non è solo il principio di maggioranza, ma è anche quello.

Penso che questo vada detto in esplicito perché penso che anche questo serva a scongiurare la scelta di apporre la questione di fiducia, perché non ci siano alibi, né ulteriori strappi, dentro il Pd e nei confronti delle altre forze politiche e soprattutto del Parlamento in quanto tale. Porre la fiducia sarebbe un fatto grave.

Infine, non accetto che si attribuisca a chi dissente la volontà di “conservare la poltrona”; di solito, chi vuole conservare la poltrona si comporta in modo conformista.

Ci sono “conformisti” in ogni parte del Pd.

Io mi sforzo di non esserlo

 


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