Riforma pensioni: la mia intervista su Blasting News

il 14 giugno 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Partiamo dalle ultime vicende relative alla flessibilità in uscita. La petizione lanciata in favore della proposta di legge 857 del 2013 ha recentemente superato le 40mila adesioni. Qual è la Sua posizione al riguardo e quali le aspettative per il prossimo futuro?

Io condivido molto l’idea di una modifica del sistema che renda più flessibile l’uscita verso la pensione, e che si possa anticipare il pensionamento, anche con penalizzazioni sostenibili, in particolare per coloro che sono stati colpiti più pesantemente dal “Salva Italia” e dall’allungamento della vita lavorativa che quel provvedimento ha comportato, soprattutto per le donne. Ci sono persone che hanno perso il lavoro e non hanno possibilità di  trovarne un altro; queste non dovrebbero neppure essere penalizzate. E poi ci sono mestieri che non possono essere considerati come altri, sono più faticosi e logoranti. Il Governo sta predisposto proprie ipotesi; ne discuteremo, ma ormai nessuno più nega la necessità di fare qualcosa. C’è anche un altro problema, che il provvedimento sulla flessibilità da solo non riesce ad affrontare, quello di molte donne che spesso non arrivano a mettere insieme un numero sufficiente di contributi, per le interruzioni nel lavoro dovute al carico di cura familiare. Abbiamo ben presente anche questo tema.

In merito al problema delle ricongiunzioni onerose, potrebbe aggiornarci sulla questione, con particolare riferimento all’aspetto dei ricongiungimenti tra gestione separata e opzione donna?

La gestione separata è particolarmente penalizzata dalla impossibilità di ricongiungere (e la cosa è paradossale soprattutto per opzione donna, come per tutte le situazioni in cui si utilizza un calcolo totalmente contributivo). Poi c’è il problema delle ricongiunzioni onerose, per le quali letteralmente si pagano due volte i contributi per periodi anche significativi, con lo stesso meccanismo che si usa per il riscatto dell’università, in cui però si tratta di periodi per cui nessuno aveva mai versato contributi previdenziali: anche su questo ci risulta che il governo sia intenzionato ad intervenire. Il gruppo Pd in Commissione Lavoro ha formulato da tempo proposte in merito, e tante sono le richieste di affrontare l’argomento con urgenza. Penso che nelle prossime settimane sarà possibile avere qualche certezza in più.

Nell’ultima settimana è arrivata un’importante conferma anche in merito alla decisione di non intervenire sulle pensioni di reversibilità, una questione che ha fatto tanto discutere nel recente passato. Possiamo affermare che la vicenda è stata finalmente chiarita in modo definitivo, così come già anticipato precedentemente in Commissione lavoro?

Sì, la questione è chiarita e chiusa. Il Governo ha depositato un proprio emendamento, che si affianca a quelli dei Deputati delle Commissioni interessate al provvedimento, che esclude interventi sulle “prestazioni previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi” per alimentare il fondo per il contrasto alla povertà.

il link all’intervista su Blasting News


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