Sicurezza del lavoro marittimo: l’interrogazione dei deputati PD liguri

il 20 dicembre 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Nel giro di poche settimane nei porti italiani hanno perso la vita 5 lavoratori marittimi e l’ultimo tragico evento è avvenuto a bordo della m/n “Eurocargo Malta”, nel porto di Genova, sabato scorso:  tutto ciò conferma tragicamente come questo settore abbia ancora un indice di incidenti gravi o mortali  troppo elevato.

Al di là del lavoro di accertamento che porteranno avanti gli organi inquirenti, appare indispensabile un intervento di verifica e coordinamento delle disposizioni che regolano la sicurezza nei luoghi del lavoro marittimo e portuale.

L’interrogazione, a mia prima firma, sottoscritta dagli altri deputati del Gruppo Pd, ripropone ai Ministeri del Lavoro e dei Trasporti la necessità di avviare una sollecita verifica, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro, allo scopo di rivedere l’attuale disciplina in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nei settori dei trasporti, uniformandola, attraverso strumenti normativi adeguati, con i parametri e gli standard generali dettati dal Testo unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/2008) che riguarda l’insieme dei lavoratori.  

Le organizzazioni sindacali dei lavoratori con le iniziative di questi giorni, e con lo sciopero proclamato per la giornata di oggi nei porti liguri, hanno posto con determinazione la necessità di interventi anche normativi. Ci uniamo alle loro espressioni di dolore per la morte del marittimo di origini filippine nell’incidente del 17 dicembre, condividendo la convinzione che “dietro al lavoro ci sono sempre delle persone, degli esseri umani e le loro famiglie, ed è per questo motivo che riteniamo la sicurezza un diritto e non un costo”

Anna Giacobbe, Lorenzo Basso, Mara Carocci, Mario Tullo 

 

Il testo dell’interrogazione

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Per sapere – premesso che:  

nel giro di poche settimane nei porti italiani hanno perso la vita 5 lavoratori marittimi;
dopo i recenti incidenti mortali nei porti di Livorno e Salerno, il 29 novembre si è registrato il gravissimo incidente a Messina, con 3 morti ed un altro lavoratore in grave pericolo di vita;

dai primi accertamenti, sembrerebbe che i lavoratori morti non si sarebbero dovuti trovare nei luoghi dove si è consumata la tragedia e che non avevano le competenze necessarie per intervenire in sicurezza, pur essendo ufficiali di comando; 
 
nella serata di sabato 17 dicembre abbiamo assistito ad un ulteriore tragico evento a bordo della m/n “Eurocargo Malta”, nel porto di Genova: il nostromo di bordo, di origine filippina, ha perso la vita durante la fase di rinforzo degli ormeggio;
tutto ciò conferma tragicamente come questo settore abbia ancora un indice di incidenti gravi troppo elevato;
 
al di là del lavoro di accertamento che porteranno avanti gli organi inquirenti, appare indispensabile un intervento di verifica e coordinamento delle disposizioni che regolano la sicurezza nei luoghi del lavoro marittimo e portuale;  
 
come noto, il DLGS 81/08 non identifica i mezzi di trasporto come “luogo di lavoro”, così come non ricomprende le stive delle navi tra gli  “spazi o ambienti confinati” mentre il  DLGS 272/99 prevede solo per i porti e nei casi di presenza di merce rinfusa l’obbligo di ispezione preventiva da parte del “chimico di porto”; 

le condizioni di lavoro nei diversi ambiti delle attività del trasporto presentano proprie specificità; d’altro canto, a tali lavoratori vanno garantiti diritti e tutele corrispondenti a quelle che la normativa assicura alla generalità dei lavoratori e delle lavoratrici;
 
l’articolo 3, comma 2, del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – prevede, entro un termine che è stato più volte prorogato, l’adozione di provvedimenti finalizzati a dettare le disposizioni necessarie per consentire il coordinamento tra la disciplina prevista nel testo Unico stesso e la normativa speciale relativa all’attività lavorativa a bordo delle navi, così come quella in ambito portuale e quella concernente il trasporto ferroviario;  tuttavia, con lo strumento regolamentare previsto dal decreto legislativo n. 81 del 2008 non è stato possibile operare il prescritto raccordo tra la normativa generale e quella speciale riguardante i singoli settori, il quale richiede necessariamente l’individuazione di nuove e autonome fattispecie anche penalmente rilevanti, da operarsi con una norma primaria; 
 
tutto ciò non ha consentito un aggiornamento ed il coordinamento della disciplina di interi settori quali le lavorazioni ferroviarie, portuali o marittime che, quindi, continuano ad essere regolamentate da disposizioni o molto generali o certamente parziali e non coordinate con il contesto normativo generale in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro; 
 
è di tutta evidenza che una siffatta situazione non può essere protratta ulteriormente e necessita di un sollecito e radicale intervento di adeguamento normativo che superi le attuali incertezze e inadeguatezze della disciplina vigente, come testimoniato dai gravissimi episodi di Messina, Livorno e Salerno, Genova -:
 
quali iniziative intenda assumere al fine di avviare una sollecita verifica, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dei datori di lavoro, volto a rivedere l’attuale disciplina in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro dei suddetti settori, uniformandola, per quanto tecnicamente compatibile, con i parametri e gli standard generali dettati dal citato decreto legislativo 81/08, attraverso strumenti normativi adeguati. 
 
GIACOBBE, ALBANELLA, GNECCHI, TULLO, BOCCUZZI, BASSO, CAROCCI, PAGANI, ZAPPULLA

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