Sospesa la procedura di messa in mobilità per i lavoratori Piaggio

il 19 settembre 2016 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La sospensione della procedura per la messa in mobilità di 132 lavoratori di Piaggio Aero è una buona notizia, naturalmente: è quello che, ancora oggi, i sindacati dei metalmeccanici e l’RSU hanno chiesto come condizione minima per considerare affidabile un percorso che il Governo si è impegnato a realizzare entro fine mese.

La procedura per il licenziamento collettivo di persone che sono in cassa integrazione, la cui durata è stata recentemente prorogata, era una forzatura inaccettabile da parte dell’azienda e della proprietà, nei confronti dei lavoratori, ma anche delle istituzioni.
Il Governo è realmente impegnato a dare una soluzione positiva ad una crisi difficile, nella quale l’azienda ha gravi responsabilità, crisi che l’azienda stessa aveva annunciato di voler affrontare con un esito inaccettabile e che il Governo aveva dichiarato, nell’incontro del 9 agosto, di non condividere.
Si tratta dii una azienda rispetto alla quale lo Stato italiano ha scelto di esercitare i “poteri speciali” dettagliati nel DPCM del 18 aprile 2014, che impone condizioni all’operazione di acquisizione da parte di Mubadala Development Company PJSK di quote di Piaggio Aero che avrebbero portato Mubadala al 98,05% del capitale sociale, e successivamente al 100%: “poteri speciali” il cui esercizio è delegato al Ministero della Difesa.
Prima di fissare l’incontro al Mise tra tutte le parti, il Governo incontrerà nuovamente, entro dieci giorni, l’azienda.
Non si può trattare di un periodo di semplice “attesa” o di rinvio.
Non solo i sindacati, ma tutta la nostra comunità seguirà con grande attenzione la sostanza di un confronto che deve avere come esito la conferma dell’integrità e del radicamento nel territorio delle produzioni di Piaggio Aero.

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