Stabilità: sostenere la ripresa con più equità

il 4 novembre 2015 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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Ieri sera ho avuto l’occasione, insieme ai deputati e senatori Pd, di ascoltare Renzi all’assemblea dei Gruppi convocata per discutere della legge di stabilità, del quadro in cui vengono assunte le decisioni relative alle scelte di spesa e di investimento per il prossimo anno, dei loro limiti e potenzialità, delle modifiche necessarie.

C’è un po’ di ripresa dell’economia; c’è davvero, anche se ancora debole, e soprattutto non ha ancora prodotto quei cambiamenti nella vita concreta che le persone si attendono.

La Legge di Stabilità deve e può aiutare a sostenere questo avvio di ripresa e a distribuirne gli effetti in modo più equo di quanto non avverrebbe “naturalmente”, provando a massimizzare gli effetti positivi.
Il sostegno alla ripresa si fa con interventi concreti, investimenti capaci di mettere in moto lavori e quindi lavoro; e si fa aiutando ad avere fiducia: le persone e le comunità nella possibilità di migliorare la propria condizione, le imprese nella utilità di investire e dii rischiare.

Renzi ha elencato i contenuti del testo proposto dal Consiglio dei Ministri: il suo tratto espansivo, la scelta di abbassare la pressione fiscale (a partire dall’evitare gli aumenti dell’IVA previsti dalle cosiddette clausole di salvaguardia) e gli strumenti per “pagare meno pagare tutti”; lo sblocco delle risorse di cui dispongono gli enti locali, oggi ferme per il patto di stabilità; gli investimenti per il contrasto alla povertà, le politiche sociali, la cultura; la prosecuzione degli incentivi alle assunzioni con contratto a tempo indeterminato, pur riducendone gli importi; gli interventi sulla previdenza, per il Sud, ecc.

Ci sarà modo di approfondire tutti questi contenuti, soprattutto per noi che riceveremo il provvedimento dopo che il Senato lo avrà già discusso ed emendato.

In linea generale, del dibattito di ieri mi pare importante dire che tanti interventi, quelli non di pura “celebrazione” di quei contenuti, da parte di parlamentari di tutti le diverse “anime” del Pd, hanno posto questioni e proposto modifiche per rafforzare il tratto di equità sociale della manovra, e gli strumenti di sostegno agli enti locali.

Si lavora ora per verificare e per utilizzare fino in fondo gli spazi per rafforzare quell’impianto di sostegno alla ripresa, per correggere i punti sbagliati, per migliorare e rafforzare le misure utili e positive.
Il presidente del Consiglio ha ascoltato; ha difeso e difenderà l’impianto del provvedimento, ma sa che ci sono cose che mancano; e che servono.

Quanto ai contenuti: di semplificazioni giornalistiche sono stati pieni i giornali e i telegiornali, appunto (che hanno pure proposto approfondimenti, per carità), ed anche la comunicazione della presidenza del consiglio. Nel bene e nel male.
Proverò a raccontare quel che c’è nella Stabilità, per come l’ho capito, e quello che vogliamo togliere e aggiungere, per capitoli, con altre note, soprattutto per le materie di cui mi occupo di più, con le informazioni che possono essere utili per valutare il senso della manovra e di alcuni dei suoi strumenti.


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