Testamento biologico e fine vita: venerdì 19 un incontro a Savona

il 14 maggio 2017 | in Archivio, Blog | da Anna Giacobbe

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La “Associazione savonese per il testamento biologico e i problemi del fine vita” ha organizzato un incontro per il prossimo venerdì 19 maggio, in Sala Rossa dal titolo “Testamento biologico: sarà la volta buona?”

All’interrogativo sono chiamati a rispondere i relatori, tra i quali l’on. Donata Lenzi, capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali della Camera e relatrice del provvedimento che si è occupato di questo argomento.

La Camera ha approvato un testo di legge, che ora passa al Senato, che affronta anche il delicato tema del fine vita:  si riconosce che il consenso informato è la base di legittimità del trattamento sanitario fino alle estreme conseguenze, fino alla possibilità di chiedere l’interruzione delle cure: ognuno può accettare, rifiutare la cura o revocare il consenso, anche quando questo comporti l’interruzione del trattamento, compresa la nutrizione e idratazione artificiale.

E’ importante che anche il tema del rispetto della volontà delle persone di fronte alla fine della propria vita e delle condizioni in cui questo avviene, sia affrontato come parte di un ambito più generale: cioè come le persone malate, in un rapporto di fiducia e di affidamento, si mettono in relazione con chi, per competenza professionalità e ruolo, si occupa di loro, della diagnosi e della cura.

Il rifiuto dei trattamenti non può comportare l’abbandono e  devono essere garantite le cure palliative previste dalla legge 38/2010.

Le “dichiarazioni anticipate di trattamento”, il testamento biologico, sono lo strumento per fare sì che la propria volontà, i propri desideri, il proprio modo di interpretare la vita contino anche nel momento in cui si sia incapaci di intendere e di volere, con l’individuazione del fiduciario, di chi deve decidere per nostro conto, amico o familiare.

La rinuncia alle cure non è rifiuto della vita, ma accettazione del decorso naturale della malattia. Lo sviluppo delle cure palliative e della terapia del dolore possono rappresentare un’importante risposta: il diritto al sostegno e al non soffrire.

TESTAMENTO BIOLOGICO 19 maggio 2017


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