Troppe persone non hanno di che vivere dignitosamente, niente bugie!

il 31 dicembre 2018 | in Articoli | da Anna Giacobbe

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Ci sono troppe persone che non hanno di che vivere dignitosamente. Se sono anziane, a maggior ragione mette male trovare il modo di uscire da quella condizione.

Un problema di tutti noi, di chi fa politica e di chi fa sindacato.
La cosa peggiore è raccontare delle bugie, proprio a queste persone.
Rivolgo quindi precise domande ai rappresentanti di Savona nella maggioranza parlamentare (Lega e M5S), a nome (per una volta, mi allargo un po’) dei 7.260 savonesi che hanno meno di 500 euro di pensione, 44.138 i liguri (in maggioranza invalidi e persone povere), o dei 17.548 savonesi che hanno una pensione integrata al minimo, quasi 90 mila in Liguria (per il 60% sono pensioni “vere”, dirette, e un altro 22% reversibilità di pensioni vere).

Anche oggi (per questo ne scrivo oggi) ci hanno detto che le pensioni minime saranno alzate a 780 euro al mese.
Si può pensare che si parli di tutte le pensioni che sono sotto i 780 euro. Sarebbe giusto: se di “pensione di cittadinanza” si tratta, sarebbe strano che fossero alzate solo le pensioni che già arrivano a 507 euro, e non quelle che stanno sotto (oltre due milioni di persone)
I denari messi a disposizione dalla legge di Bilancio sono 7 miliardi in tutto, per reddito e cittadinanza e pensioni di cittadinanza: più di due miliardi sono già destinati a persone povere (i pensionati sono esclusi) che hanno diritto al reddito di inclusione, e che si spera non verranno escluse dal reddito di cittadinanza.
Per adeguare a 780 euro “solo” le pensioni di chi ne ha meno di 500, già si è detto, ci vogliono 12 miliardi.
Se invece si parla di Minimo in senso proprio, cioè di quello che oggi è definito “trattamento minimo”, livello a cui vengono integrate le pensioni da lavoro che non raggiungono quella cifra, allora si tratta di oltre tre milioni di persone: per fare diventare 780 i loro 492 euro medi, ci vorrebbero più di 10 miliardi.

Insomma, nel 2019 né le pensioni più basse, né le pensioni integrare al minimo diventeranno di 780 euro, se non per una quota molto limitata (e comunque non sappiamo quanto e per chi): bene che accada, ma non è giusto raccontare bugie a chi sta peggio.

Domanda a chi rappresenta i savonesi “a Roma”: niente da dichiarare?


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